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Abbazia di Montecassino

CENNI STORICI

L’Abbazia di Montecassino è uno dei luoghi più sacri e storici d’Italia. Fondata nel 529 d.C. dal monaco benedettino San Benedetto, l’abbazia è stata distrutta e ricostruita diverse volte nel corso dei secoli.

La prima costruzione dell’abbazia fu distrutta da un terremoto nel VIII secolo, ma fu ricostruita da San Benedetto di Aniane nel 817. Nel 1053, l’abbazia fu distrutta da un incendio e fu poi ricostruita da Desiderio, re dei Longobardi. Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’abbazia fu pesantemente danneggiata dai bombardamenti alleati, ma venne nuovamente ricostruita dopo la fine del conflitto.

L’Abbazia di Montecassino è famosa per i suoi numerosi eventi miracolosi associati alla figura di San Benedetto. Uno dei più famosi è il racconto della guarigione di un uomo paralizzato che aveva fatto un pellegrinaggio all’abbazia per chiedere la guarigione. In un’altra occasione, San Benedetto sarebbe stato in grado di far sgorgare una sorgente d’acqua all’interno dell’abbazia per fornire acqua potabile ai monaci e ai pellegrini.

L’Abbazia di Montecassino è anche famosa per la sua posizione panoramica su una collina a sud di Roma. Offre una vista panoramica sulla campagna circostante e sulla costa tirrenica. Oggi, l’abbazia è un importante luogo di pellegrinaggio per i fedeli di tutto il mondo e attira migliaia di visitatori ogni anno.

APPROFONDIMENTI STORICI

Quando san Benedetto verso l’anno 529 fondò l’abbazia di Montecassino sul monte dell’antico castrum Casinum, al confine meridionale del Latium novum, sembra che egli ottenesse a tal fine l’appoggio delle famiglie locali più in vista e il beneplacito delle autorità ecclesiastiche più vicine, probabilmente trovandosi da tempo vacante la sede episcopale di Cassino , Costanzo, vescovo di Aquino, la cui stima verso Benedetto è ricordata nel II libro dei Dialoghi di Gregorio Magno.

La città di Casinum, già piazzaforte sannitica, poi fedele a Roma, era stata anch’essa travolta nel V . dalle incursioni di visigoti e vandali. Dei vescovi che ne occuparono la sede un solo nome gode di un certo credito storico, quel «Severus Cassinas», presente al sinodo romano del 487, e ricordato anche nei più antichi calendari di Montecassino risalenti alla fine dell’VIII sec., mentre privi di fondamento sono i nomi di altri due presunti vescovi di Cassino, Caprarius Cassitanus, intervenuto al concilio romano del 465, e Fortunato. In questo ambito territoriale privo delle cure di un effettivo pastore san Benedetto cominciò ben presto a esercitare un’opera di evangelizzazione che non sfuggì allo stesso re dei goti, Totila, che si recò da lui poco prima di assediare Roma nel dicembre del 546.

I primi quattro successori del santo nel governo di Montecassino furono Costantino, Simplicio, Vitale e Bonito, l’ultimo dei quali vide il monastero distrutto dai longobardi nel 577, con il conseguente esilio della comunità monastica a Roma.

Si aprì a questo punto un vuoto di documentazione che terminò solo intorno al 718, allorché il nobile pellegrino Petronace, proveniente da Brescia e inviato a Montecassino da papa Gregorio II, gettò le basi per la rinascita dell`antico monastero, grazie anche alla politica di collaborazione tra ducato beneventano e Sede apostolica.

Nel corso della seconda guerra mondiale il monastero viene bombardato e distrutto. Subito dopo la fine del conflitto cominciano le ristrutturazioni.

DESCRIZIONE DELLE RELIQUIE

Le reliquie a cui si fa qui riferimento sono quelle di S. Benedetto e S. Scolastica, la cui tomba (scoperta nel corso delle ricostruzioni desideriane degli anni 60 dell’XI secolo) è oggetto di culto nel presbiterio della chiesa abbaziale, nel cosiddetto Oratorio di S. Giovanni.

Nell’indicare la data di entrata in uso della reliquia in oggetto si è tenuto presente, oltre che degli orientamenti della storiografia più accreditata, anche del fatto che il tono del racconto di Leone Ostiense (Chronica Monasterii Casinensis, ed. H. Hoffmann, in Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, XXXIV, Hannover 1980, III 26, p. 395) fa pensare che la scoperta della tomba dei due santi fosse avvenuta in modo del tutto casuale nel corso dei lavori di rifacimento dell’antica chiesa abbaziale.

Entrata in uso: tra l’anno 1066 e l’anno 1070 Reliquia: Ossa

Raccolta di ex voto: No
Per un primo orientamento relativo ai miracoli avvenuti nel monastero si può consultare l’indice della Cronaca di Leone Ostiense (ed. H. Hoffmann, in Monumenta Germaniae Historica, Scriptores XXXIV, Hannover 1980) alla voce miraculum.
Occorre ricordare che, a rigore di logica, esistono due momenti di forte discontinuità nel ciclo di vita del santuario:

1. (anno 581 c.) il duca longobardo di Spoleto Zottone devasta il cenobio. La comunità abbandona il sito che sarà ricostruito e rioccupato solo verso il 717 (abate Petronace).

2. (anno 883) i Saraceni devastano nuovamente l’abbazia. I monaci trovano rifugio a Teano, prima, e a Capua, poi. Il monastero sarà popolato nuovamente solo nel 950 (abate Aligerno).
Cfr. Gregorio Magno, Dialogi, II, 7. 1441- Eugenio IV stabilisce che chi visita i sette altari (maggiore, s. Maria, s. Giovanni, s. Gregorio, s. Nicola, s. Placido, s. Mauro) posti nella chiesa abbaziale e, fermatosi di fronte a ognuno, recita un Pater noster e una Ave Maria con il Miserere (3 Pater noster e 3 Ave Maria per chi non conosca il Miserere), lucrerà le medesime indulgenze di coloro che visitano le Ecclesiae Urbis in diebus stacionum).



Via Montecassino, 03043 Cassino FR, Italy
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