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  • Beata Margherita di Savoia (in S. Maria Maddalena)

    Il Santuario della Beata Margherita di Savoia: Un Tesoro di Fede nel Cuore di Alba

    Nel cuore della splendida città di Alba, circondata dalle dolci colline del Roero e delle Langhe, sorge un luogo di profonda devozione e storia secolare: la Cappella della Beata Margherita di Savoia all’interno della chiesa di Santa Maria Maddalena. Questo santuario custodisce un tesoro straordinario: il corpo incorrotto di una principessa che scelse la vita claustrale, diventando un faro di spiritualità per tutta la regione. Un pellegrinaggio qui è un viaggio attraverso i secoli, tra la storia dei Savoia, l’arte barocca e una fede viva che ancora oggi attira fedeli da ogni parte.

    Storia e Origini: Da Principessa a Beata

    La storia del santuario è intrecciata con la vita della sua patrona, Margherita di Savoia. Nata nel 1382, figlia del Conte Amedeo di Savoia-Acaia e di Caterina di Ginevra, Margherita scelse un percorso inaspettato per una donna del suo rango. Dopo essere rimasta vedova del marchese del Monferrato, rinunciò agli agi della corte per abbracciare la vita religiosa.

    Nel 1446 fondò ad Alba il monastero domenicano di Santa Maria Maddalena, di cui divenne priora nel 1461. La sua vita di preghiera, penitenza e carità la rese amatissima dalla popolazione. Alla sua morte, avvenuta nel 1464, avvenne il primo segno prodigioso: il suo corpo non diede segni di decomposizione. Questo evento miracoloso fu l’inizio di un culto che si sarebbe diffuso rapidamente.

    Il suo corpo fu inizialmente tumulato in un sarcofago di marmo nel coro del monastero. Il riconoscimento ufficiale della sua santità arrivò per gradi: nel 1566 Papa Pio V ne sanzionò e promosse il culto, e infine nel 1670 Papa Clemente X la proclamò ufficialmente Beata. È proprio in questo periodo, nel 1693, che il corpo incorrotto trovò una prima sistemazione degna in un’urna donata dal sovrano Vittorio Amedeo II, dando il via alla venerazione pubblica.

    L’Architettura e il Tesoro della Cappella

    La chiesa che oggi ammiriamo è un gioiello del barocco piemontese, frutto del genio dell’architetto Bernardo Antonio Vittone. Tra il 1747 e il 1749, durante la riedificazione dell’edificio, Vittone progettò una cappella dedicata lungo la parete sinistra. Abbellita da pregiati marmi, questa cappella fu destinata ad accogliere l’urna della Beata.

    Il fulcro della devozione è l’urna di cristallo che custodisce le spoglie della Beata Margherita. Nel 1840, per volere di Maria Cristina di Borbone-Napoli, vedova del re Carlo Felice, il corpo fu deposto in una splendida urna d’argento sbalzato di stile tardo-impero, un vero e proprio ex voto della casa reale sabauda. L’urna è protetta da una grata e posizionata sull’altare della cappella, dove fu definitivamente collocata nel 1964.

    Interno della Cappella della Beata Margherita di Savoia

    L’altare è oggi adornato da una trentina di ex voto in argento e metallo a forma di cuore, risalenti al XX secolo, testimonianza tangibile della gratitudine dei fedeli. La tradizione votiva è antica: sono documentati ex voto in cera e argento sin dal Seicento, anche se periodicamente fusi dalle monache per necessità. Ancora oggi, i devoti depongono sull’urna catenine e piccoli oggetti in segno di preghiera e ringraziamento.

    Un Pellegrinaggio tra Storia e Devozione

    La storia del santuario non è stata lineare. Soppresso il monastero nel 1802, il corpo della Beata fu trasferito temporaneamente nel Duomo di Alba (1803) mentre la chiesa rischiava usi profani. Fu salvata grazie all’acquisto da parte di alcuni sacerdoti nel 1810. Con il ritorno delle monache domenicane nel 1817 per volere di Vittorio Emanuele I, il corpo fece solenne ritorno nella sua chiesa nel 1825, alla presenza del re Carlo Felice e della regina Maria Cristina.

    Una curiosità che rende questo luogo unico è il suo particolare status giuridico: l’urna e il corpo della Beata sono di proprietà di Casa Savoia. Nel 1952, l’ultimo Re d’Italia, Umberto II, conferì all’ordinario diocesano di Alba l’incarico ufficiale della loro custodia.

    Dettaglio dell'urna e degli ex voto

    Come Visitare il Santuario

    Visitare la Cappella della Beata Margherita è un’esperienza che unisce spiritualità, arte e storia. Il santuario si trova all’interno della Chiesa di Santa Maria Maddalena ad Alba. La cappella è generalmente accessibile durante gli orari di apertura della chiesa.

    Per un pellegrinaggio più completo, si consiglia di:

    • Contattare la parrocchia per verificare gli orari di apertura, poiché la cappella è officiata saltuariamente dal clero parrocchiale.
    • Approfittare della visita per esplorare il centro storico di Alba, città famosa non solo per il tartufo, ma anche per il suo ricco patrimonio romanico e barocco.
    • Cercare di abbinare la visita alle principali festività mariane o in occasione della commemorazione della Beata Margherita.

    Curiosità e Tradizioni

    La devozione per la Beata Margherita è radicata nella città di Alba da oltre cinque secoli. È una santa “civica”, amata per la sua scelta di vivere tra la gente comune nonostante le origini principesche.

    Un aspetto interessante è la continuità della cura spirituale del luogo: dopo la soppressione definitiva del convento nel 1882, fino al 1987 la cura fu affidata a un rettore stipendiato direttamente dal Comune di Alba, segno dell’importanza che la cittadinanza attribuiva a questo luogo sacro.

    Veduta d'insieme della navata della chiesa

    Il santuario della Beata Margherita di Savoia non è solo una meta di pellegrinaggio, ma un vero e proprio libro di storia aperto, che racconta secoli di fede, arte e vicende dinastiche nel cuore del Piemonte. Una tappa imperdibile per chi vuole scoprire l’anima più autentica e devota di Alba.



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