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Beata Vergine del Carmine

La chiesa si presenta nella definitiva sistemazione settecentesca. La sobria facciata è solo movimentata al centro da una nicchia con la statua in pietra della Vergine con Bambino. Altre due statue coronano i due pilastri che delimitano la cancellata che chiude il breve sagrato: sono opere eseguite nella bottega dello scultore veneto Giovanni Bonazza (Venezia 1654 – Padova 1736) che opera in questo contesto assieme al figlio Francesco. L’interno è ad una unica navata, come altri edifici religiosi sorti a Udine tra ‘600 e ‘700, la cui costruzione veniva al solito affidata a volonterosi capimastri che traducevano, semplificandolo, il linguaggio dei grandi esempi dell’architettura veneta. Alla sobrietà delle linee architettoniche si contrappone la complessità della decorazione pittorica e scultorea, particolarmente ricca.Descrizione: Si tratta di un piccolo dipinto ovale, raffigurante la Vergine del Carmelo, che venne trasportato dai padri domenicani dalla loro primitiva chiesetta di S. Pietro in Tavella alla nuova chiesa della B. V. del Carmine il 25 marzo 1525, con una processione solenne cui prese parte tutto il clero e l’intera città con i suoi Rappresentanti. Entrata in uso: tra l’anno 1525 e l’anno 1525 Epifania: Immagine della Vergine del Carmelo Immagine: Dipinto
Note sulla raccolta: Restano 5 tavolette dipinte di cui la più antica risulta essere una datata 21 febbraio 1744. In un quadretto è presente Santa Lucia; per ben quattro volte il taumaturgo invocato è San Antonio da Padova; una sola volta compare l’immagine della Madonna con Bambino. Tipologia degli ex voto: Tavolette dipinte

1525: la chiesa viene consacrata dopo rapida costruzione (assieme all’annesso convento) e data ai Carmelitani. 1770: i Carmelitani devono abbandonare chiesa e convento per la soppressione delle corporazioni religiose decretata dalla Repubblica Veneta; 1771: vi subentrano i Francescani (risparmiati dal decreto), che recano con sé dalla chiesa di San Francesco (piazza Venerio) le spoglie del Beato Odorico da Pordenone. 1806: per ordine di Napoleone I, anche i Francescani devono allontanarsi; 1808: il titolo di parrocchiale viene trasferito dalla chiesa di S. Pietro nella Piazzetta del Pozzo alla chiesa della B. V. del Carmine; 1831: il vescovo Lodi la consacra di nuovo insieme all’altar maggiore, col titolo della B. V. del Carmine. I confratelli e le consorelle della B. V. del Carmine, se pentiti confessati e comunicati al momento del loro ingresso alla Compagnia e del ricevimento dello scapolare di Maria, acquisteranno l’indulgenza plenaria. È parimenti concessa l’indulgenza plenaria a tutti quei confratelli che parteciperanno alla processione che si tiene nella chiesa del Carmine e si fa in una domenica d’ogni mese a onor di Maria con licenza dell’Ordinario. La stessa indulgenza fu estesa da papa Clemente X (1670-1676) anche a quelli che non potendo comodamente partecipare alla processione visiteranno la chiesa del Carmine in quella stessa domenica. Lo stesso avverrà per chi si asterrà dal mangiare carne al venerdì ad onore di Maria Santissima del Carmine: trecento giorni di indulgenza. Tutte queste indulgenze saranno applicate come suffragio alle anime sante del Purgatorio. Nel 1808 diventa sede della parrocchia della Beata Vergine del Carmine, con dipendenza dall’Ordinario Diocesano, con riconoscimento del giuspatronato su una vasta area che andava da Laipacco a Baldasseria, assumendo le funzioni parrocchiali fino allora tenute dalla chiesa dei SS. Pietro e Paolo che era situata nella vicina piazzetta del Pozzo (ora non più esistente). Il vescovo Lodi, nel 1831, riconsacrò la chiesa e fissò per anniversario l’ultima domenica di luglio. Dal 1771 viene retta dai frati francescani, che dipendevano dai Conventuali di S. Antonio da Padova (che in realtà sono i proprietari della reliquia del Beato Odorico da Pordenone. Dal 1525 al 1770 dipende dall’Ordine dei Carmelitani; dal 1771 viene retta dai frati francescani, che dipendevano dai Conventuali di S. Antonio da Padova (che in realtà sono i proprietari della reliquia del Beato Odorico da Pordenone.

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