Santuario della Beata Vergine delle Grazie: Un Miracolo Sospeso su un Acero
Nascosto nel cuore della campagna modenese, ilSantuario della Beata Vergine delle Graziecustodisce una storia di fede, prodigi e una devozione popolare nata da un’immagine miracolosa che sembrava rifiutarsi di essere spostata. Questo luogo di pellegrinaggio affonda le sue radici in eventi straordinari del XIX secolo, trasformando un semplice acero in un faro di speranza per un’intera comunità.
Storia e Origini Miracolose
La storia del santuario inizia molto prima della sua costruzione, con una piccolaformella in terracottadel XVII secolo raffigurante la Madonna con il Bambino. Secondo una tradizione popolare carica di mistero, questa effigie, originariamente appesa a un acero, venne più volte portata nella chiesa parrocchiale, mamiracolosamenteveniva sempre ritrovata nel suo posto originario, come se la Vergine stessa scegliesse quel luogo umile e naturale.
Il2 giugno 1836, giorno del Corpus Domini, si verificò un evento prodigioso che accese definitivamente la devozione. Mentre un mazzo di fiori portato da un fedele appassiva rapidamente, attorno al tronco dell’acero germogliò una pianta di fava, formando unaghirlanda naturalea corona dell’immagine sacra. Questo segno straordinario fu seguito da una serie di grazie e miracoli documentati, tra cui la guarigione di Antonio Fulgeri (2 luglio 1836) e del figlio di Pietro Scaglioni.
In un’epoca segnata dalla paura delcolera, la comunità di Verica vide in questa immagine una potente forma di intercessione e protezione divina. L’interessamento del vescovo di Modena e le suppliche dei fedeli portarono alla costruzione di un primo capitello per ospitare la formella, primo passo verso l’edificazione di un vero e proprio luogo di culto.
La Costruzione del Santuario: Un Progetto di Fede
L’impresa vide la mobilitazione di tutta la comunità. La famiglia Corsini, proprietaria del terreno, lo cedette gratuitamente all’arciprete don Pellegrino Lotti nel 1837. Si costituì un comitato e, con il permesso del vescovo mons. Adeodato Caleffi, si diede avvio ai lavori per un oratorio.
La costruzione fu guidata da una fede meticolosa: le dimensioni dell’edificio,15 metri di lunghezza, 6 di larghezza e 8 di altezza, furono ricavate secondo canoni biblici. I lavori iniziarono il27 agosto 1837e culminarono con la solenne processione del23 maggio 1841, quando la tavoletta miracolosa fu finalmente portata nel suo nuovo altare, completato con il selciato del presbiterio. La nicchia che la custodisce fu ultimata nel 1843.
La devozione fu talmente riconosciuta che nel1845 Papa Gregorio XVIconcesse un’indulgenza plenaria, da lucrarsi sei volte all’anno in corrispondenza delle principali feste mariane.
L’Immagine Miracolosa e la Sua Arte
Cuore del santuario è la venerataformella in terracotta a bassorilievo(25×20 cm), databile al Seicento. L’opera ritrae laMadonna a mezza figura, con le mani incrociate sul petto e lo sguardo dolcemente abbassato, in un atteggiamento di umile raccoglimento. La sua storia terrena è intrecciata con le vicende della comunità: una certa Maria Montanini ne rivendicò la proprietà, sottolineando come quest’oggetto di devozione fosse profondamente legato alla vita delle persone comuni prima di diventare patrimonio di tutti i fedeli.

Un Pellegrinaggio nella Storia e nella Natura
Visitare questo santuario è un’esperienza che uniscespiritualità, storia e paesaggio. Il luogo stesso invita a riflettere sul profondo legame tra il sacro e la natura, ricordando l’acero miracoloso e la ghirlanda di fave. Pur non essendo un sito di grandi avventure fisiche, il veropellegrinaggioqui è interiore: seguire le orme dei fedeli dell’Ottocento, immaginare la processione del 1841 e sostare in preghiera davanti alla stessa immagine che operò guarigioni.
La zona del Frignano, in cui il santuario è inserito, offre inoltre la possibilità di itinerari culturali e naturalistici tra i borghi e le colline modenesi, perfetti per completare una giornata di visita.
Tradizioni e Informazioni Utili
Ladevozione alla Beata Vergine delle Grazieè viva e si rinnova nelle festività mariane, specialmente in quelle per le quali è concessa l’indulgenza. La memoria del miracolo del 2 giugno e delle guarigioni successive è custodita dalla comunità locale.
Per chi desidera approfondire la storia di questo luogo, esiste una riccabibliografiache include opere comeSantuari Mariani Modenesidi Giancarlo Silingardi eItinerari marianidi Giancarlo Montanari, fondamentali per comprendere il contesto devozionale dell’intera diocesi.
IlSantuario della Beata Vergine delle Grazieresta così un testimone silenzioso e potente di come la fede semplice di una comunità possa dare vita a un luogo di grazia, trasformando una formella su un albero in un faro eterno di speranza e intercessione.





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