La Cella della Beata Colomba: Un Viaggio nel Cuore della Devozione a Perugia
Immersa nel silenzio contemplativo del monastero della Beata Colomba a Porta Sant’Angelo, a Perugia, si trova un luogo di straordinaria intensità spirituale: la cella ricostruita dove la mistica domenicana visse i suoi primi anni di penitenza e preghiera nella città umbra. Visitare questo spazio significa compiere un viaggio nel tempo, per scoprire l’essenza di una vita interamente dedicata a Dio, attraverso gli oggetti che ne hanno scandito i giorni.
Storia e Origini: Da “Horrido Carcere” a Luogo di Culto
La storia di questa cella è profondamente legata al pellegrinaggio spirituale di Colomba da Rieti. Giunta a Perugia il 17 settembre 1488, fu accolta in una modesta casa di suore della Penitenza vicino alla chiesa di San Domenico. Qui, i suoi primi sette anni furono caratterizzati da una vita di rigore ascetico, trascorsi in quella che il suo confessore e biografo, padre Sebastiano Angeli, definì senza mezzi termini un “horrido carcere”: una piccola stanza oscura, senza finestre e con un semplice tetto.
La fama di santità di Colomba, alimentata da profezie, messaggi di pace e miracoli, attirò ben presto nuove vocazioni e donazioni. Grazie alle elargizioni del comune e dei devoti, nel 1493 iniziò la costruzione di un vero e proprio monastero, intitolato da lei stessa a Santa Caterina da Siena. La cella originaria fu ampliata e integrata nel solaio del dormitorio di questo complesso, che divenne un vivace centro di vita religiosa.
Le vicende storiche portarono a grandi cambiamenti: dopo la soppressione degli ordini religiosi nel 1864, il monastero fu confiscato, trasformato in caserma (oggi sede dei Vigili del Fuoco) e le suore dovettero trasferirsi. Solo nel 1940, per volontà del vescovo Giovan Battista Rosa, la comunità della Beata Colomba si fuse con quella di San Tommaso, trovando finalmente una sede stabile nell’attuale monastero di Porta Sant’Angelo, dove la preziosa cella è stata fedelmente ricostruita.

Alla Scoperta della Cella: Oggetti e Reliquie di una Santa
Entrare nella cella ricostruita è un’esperienza che tocca il cuore. Questo ambiente tutto in legno custodisce un tesoro di devozione e storia, ricomponendo con grande cura l’atmosfera dell’originaria dimora della beata.
Tra gli oggetti più significativi si possono ammirare:
- **Il letto di tavole**: semplice e spartano, testimone delle notti di riposo e di preghiera.
- **Un dipinto su tela di lino grezza**: raffigura un Cristo “portacroce” che apparteneva personalmente a Colomba, opera di autore non ben identificato.
- **Una tavola a tempera**: risalente ai primi del ‘500 e opera di un pittore umbro, ritrae l’immagine della beata.
- **Il Monte Calvario in cartapesta**: un manufatto commovente realizzato con lino, lanugine e colla dal confessore padre Sebastiano Angeli appositamente per lei.
- **Gli strumenti di penitenza**: tra cui due cilici di crine di cavallo, una **cintura di ferro** per cingersi i fianchi e **catenelle di ferro** portate al collo, che parlano eloquentemente della sua ricerca di sacrificio e unione con Dio.
- **Indumenti personali**: come un tovagliolo, un asciugamano, una camicia di lana grezza, il velo e un mantello.
- **Il grande reliquiario**: posto sopra un piccolo altare, contiene la parte superiore delle ossa del cranio della beata.
Le pareti sono tappezzate da numerosi ex voto, testimonianze tangibili della gratitudine dei fedeli per le grazie ricevute attraverso l’intercessione di Colomba. Questi includono luminarie, tavolette con iscrizioni, oggetti di oreficeria e rappresentazioni di protesi, molti dei quali sono minuziosamente descritti nella biografia scritta da padre Angeli.

La Devozione e i Miracoli della Beata Colomba
La fama di Colomba da Rieti si diffuse rapidamente grazie ai numerosi eventi miracolosi e alle sue profezie, documentati con scrupolo dal suo confessore nelle Leggende Latina e Volgare e poi ripresi in molte successive biografie. La sua presenza fu considerata un dono per la città di Perugia, spesso lacerata da conflitti, e il suo messaggio di pace risuonò potente tra la gente comune e le istituzioni.
Il luogo del suo culto si è spostato nel tempo: in vita, Colomba era solita pregare nella cappella di Santa Caterina da Siena all’interno della chiesa di San Domenico. Dopo la sua morte, quella stessa cappella cambiò dedicazione in suo onore, diventando la Cappella della Beata Colomba, segno tangibile dell’impronta profonda lasciata nella comunità.
Come Visitare e Informazioni Utili
La Cella della Beata Colomba si trova all’interno del monastero della Beata Colomba, situato nella zona di Porta Sant’Angelo a Perugia. Per organizzare una visita è consigliabile:
- Contattare preventivamente la comunità religiosa per concordare l’accesso, essendo un monastero di clausura.
- Informarsi sugli orari di apertura al pubblico o in occasione di particolari festività religiose.
- Abbinare la visita alla scoperta degli altri luoghi colombiani a Perugia, come la Chiesa di San Domenico e l’area dell’antico monastero (ora Caserma dei Vigili del Fuoco), per un **pellegrinaggio** più completo nella storia della santa.
Un viaggio a Perugia alla scoperta della Beata Colomba è un’esperienza che unisce fede, arte e storia, conducendo il visitatore in un percorso intimo attraverso la vita di una donna straordinaria, la cui eredità spirituale continua a vivere tra le mura della sua umile cella.





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