Eremita degli Arnolfi: Il Santuario nella Foresta Inchinata a San Francesco
Nascosto tra i boschi secolari dell’Umbria, l’Eremita degli Arnolfi a Cesi è un luogo di silenzio e memoria francescana, dove la storia sembra essersi fermata. Questo antico santuario, noto anche come chiesetta dell’Annunziata, è un baluardo di spiritualità e un viaggio nel tempo verso le radici più pure dell’ordine francescano.

Storia e Origini: Un Baluardo della Spiritualità Francescana
Le origini di questo luogo sacro si perdono nella tradizione. La piccola chiesa dell’Annunziata, costruita sul modello della celebre Porziuncola di Santa Maria degli Angeli, secondo la leggenda venne edificata dallo stesso San Francesco d’Assisi. Gli studi storici suggeriscono invece che furono i suoi successori ad avviare la costruzione, per rispondere all’esigenza di ospitare una comunità di frati sempre più numerosa.
Subito dopo la morte del Santo, intorno al 1226-1228, Andrea Cesi, signore del luogo e fratello del beato Pietro Cesi, fece edificare un primo piccolo convento ai lati della chiesa, dando vita al nucleo originario del complesso. Ma la vera anima dell’eremo si rivela attraverso i secoli: questo luogo è stato per secoli un faro di fedeltà al messaggio originale di Francesco, quello della povertà assoluta e della preghiera solitaria.
Tra le sue mura hanno pregato e vissuto alcuni dei più grandi santi e riformatori dell’ordine:
- **San Bernardino da Siena**, al quale si attribuiscono importanti lavori di ampliamento nel XV secolo.
- **San Giacomo della Marca**, altro grande predicatore francescano.
- Il beato **Gentile da Spoleto** e il beato **Paoluccio Trinci**, ardenti difensori dell’Osservanza nel Trecento.
- Nel Cinquecento, l’eremo accolse i primi **Frati Riformati**, confermando la sua vocazione alla genuinità della regola.
Un documento membranaceo del 1230-39, la “Legenda Choralis Umbra”, attesta la presenza di una comunità di Frati Minori già nei primi decenni del XIII secolo, rendendo questo uno dei più antichi insediamenti francescani.

Il Luogo del Miracolo: Gli Alberi che si Inchinano e le Sacre Reliquie
Il pellegrinaggio all’Eremita degli Arnolfi è un’esperienza che inizia molto prima di raggiungere la chiesa. Il sentiero di accesso è costeggiato da un pluricentenario bosco di lecci, alberi contorti e dalle forme straordinarie. La tradizione popolare racconta un evento miracoloso: questi alberi si sarebbero inchinali al passaggio di San Francesco in segno di reverenza. Tra di essi spicca la cosiddetta “licina santa“, un albero fortemente nodoso e ripiegato che, si dice, offrì spesso sostegno al Santo durante le sue lunghe preghiere nella natura.
All’interno del santuario si conservavano, fino alla loro dispersione, due preziose reliquie legate a Francesco:
- Un **”mantellus”** (mantello) che il Santo avrebbe indossato al suo ritorno da una missione in Terrasanta tra il 1220 e il 1221.
- Una **piccola ampolla di sangue**, custodita in un tabernacolino d’argento, che un compagno di Francesco avrebbe raccolto mentre medicava le sue sacre **stimate** durante un soggiorno del Santo tra il 1225 e il 1226.
Architettura e Struttura del Complesso
Il complesso si sviluppa attorno a due chiostri principali. Il primo, detto “chiostro del beato Pietro”, fu delimitato dai corpi di fabbrica originali costruiti da Andrea Cesi e dotato di un caratteristico pozzo-cisterna. Il secondo chiostro prende il nome da San Bernardino da Siena, a cui si devono i lavori di ampliamento del XV secolo che portarono alla costruzione del convento vero e proprio, del Noviziato e degli ambienti di Studio.

Curiosità e Tradizioni: La Culla del Cantico delle Creature?
Una delle tradizioni più affascinanti legate all’eremo riguarda la nascita di una delle più alte espressioni della spiritualità francescana. Si racconta infatti che proprio durante una permanenza a Cesi, San Francesco abbia composto l’”Exhortatio ad laudem Dei”, considerato il primo abbozzo, in versi sciolti latini, del futuro “Cantico di Frate Sole” (o Cantico delle Creature). Alla fine del Quattrocento, il testo di questa Esortazione era scritto su una tavola posta come antipendio dell’altare della cappella a lui dedicata.
Un Luogo di Scelta e di Rinascita
L’Eremita degli Arnolfi ha vissuto momenti di grande fulgore ma anche periodi di abbandono. Durante le soppressioni religiose del periodo francese, prima di essere coinvolto nei danni di quegli eventi, il convento ospitò un giovane di nome Francesco Possenti, che qui si ritirò per consigliarsi con suo zio, fra Fedele da Terni, sulla sua vocazione. Quel giovane sarebbe diventato San Gabriele dell’Addolorata.
Dopo vari passaggi di proprietà e un lungo periodo di degrado, il complesso è stato miracolosamente recuperato grazie alla tenacia di un francescano, Padre Bernardino, che nel 1991 ne ha guidato il restauro, permettendo all’eremo di tornare ad essere un luogo di ritiro e preghiera per i religiosi.

Come Visitare l’Eremita degli Arnolfi
La visita all’Eremita degli Arnolfi è più di una semplice gita; è un pellegrinaggio nel silenzio e nella storia. Raggiungere il santuario significa percorrere l’antica mulattiera che si inerpica tra i lecci secolari, un cammino che invita alla contemplazione. Questo luogo, definito già nel 1291 da Papa Niccolò IV con il nome di “Eremitae Arnulphorum”, è perfetto per chi cerca un’esperienza di fede autentica, lontana dalle rotte turistiche più battute.
- **Per gli appassionati di storia**: il sito è un libro aperto sulla vita degli ordini mendicanti e sulle lotte per l’Osservanza della Regola.
- **Per i devoti**: è un luogo carico di spiritualità, dove hanno pregato alcuni dei più grandi santi francescani.
- **Per gli amanti della natura**: il bosco “miracoloso” e il panorama sulla vallata umbra offrono un contatto profondo con il creato, nello spirito del Cantico delle Creature.
Un viaggio all’Eremita degli Arnolfi è un tuffo nelle radici del francescanesimo, un’opportunità per camminare sulle orme di San Francesco e dei suoi più fedeli seguaci, in un’atmosfera di pace che il tempo non ha scalfito.





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