Eremo di San Guglielmo di Malavalle: Tra Ruderi e Leggende nella Maremma Toscana
Un viaggio nella storia e nella fede tra le colline della Maremma toscana, dove la natura ha quasi riassorbito le pietre di un antico luogo di preghiera. L’Eremo di San Guglielmo di Malavalle, oggi un suggestivo rudere immerso nel bosco, racconta secoli di devozione eremitica e custodisce memorie di miracoli straordinari legati al suo fondatore, un santo cavaliere redentosi dalla vita mondana.
Storia e Origini: Dalla Cella alla Comunitร
Le origini di questo luogo sacro risalgono al 1156, quando venne costruita una semplice cella romitoria presso lo Stabulum Rodis. Fu qui che San Guglielmo da Malavalle, un nobile francese che abbandonรฒ la vita militare per dedicarsi alla penitenza e alla preghiera piรน estrema, scelse di stabilirsi. Attorno a questa cella nacque l’insediamento guglielmita, dando vita a un monastero vero e proprio.
Il complesso conobbe periodi di splendore e abbandono. Dopo un lento declino iniziato nel Trecento e un totale abbandono, nel 1597 il priore di Montecassino, Giovanni Niccolucci da Batignano, vi si ritirรฒ per condurre vita eremitica e vi ricostituรฌ una comunitร di frati agostiniani, restaurando parzialmente gli edifici. Purtroppo, nella seconda metร del Settecento, il luogo fu nuovamente e definitivamente abbandonato al destino e alla vegetazione.
Architettura e Stato Attuale: Un’Abbazia Ridotta a Rudere
Oggi il monastero si presenta come un insieme di rovine evocative. I locali monastici versano in uno stato di degrado molto avanzato, mentre la chiesa abbaziale conserva una struttura piรน riconoscibile, soprattutto nella parte nord.
La chiesa, originariamente un’aula unica rettangolare con una sola abside, era coperta da volte a botte archiacuta. All’interno, lo spazio รจ diviso in tre navate da due coppie di semipilastri che formano due imponenti archi-diaframma a sesto acuto. La facciata, parzialmente interrata, mostra ancora tracce delle tre porte architravate originarie. L’abside, che aggetta maestosa sul letto di un torrente, รจ l’elemento piรน iconico e fotografato del sito.

La Leggenda di San Guglielmo e il Drago di Malavalle
La devozione popolare ha intessuto attorno alla figura del santo un ricco tessuto di leggende che ancora oggi affascinano i visitatori. Si narra che Guglielmo, giunto in Maremma, si ritirรฒ a vivere dentro un enorme albero di sughero cavo presso Buriano. Apparve alle fanciulle del luogo con l’aspetto di un “uomo selvatico”, compiendo un primo miracolo: caricรฒ dell’acqua su alcuni asini usando dei recipienti (le “barlette”) rovesciati, senza che il liquido si versasse.
Ma l’episodio piรน celebre รจ quello della lotta contro il drago. La tradizione racconta che San Guglielmo scacciรฒ un terribile drago dalle selve di Malavalle. Una testimonianza tangibile di questa leggenda si conserva ancora oggi nella canonica della chiesa di Tirli: un osso che si dice appartenesse proprio al drago da lui abbattuto.
Il santo insegnรฒ anche agli abitanti del luogo a usare l’erba agrimonia, detta per questo “erba di San Guglielmo”, per scacciare i serpenti e curare i loro morsi. La sua fama di taumaturgo conquistรฒ persino il conte Goffredo di Buriano, che gli donรฒ il territorio sul Monte Pruno dove sorse l’eremo.

Le Reliquie e il Culto Diffuso
Sebbene l’eremo sia in rovina, il culto di San Guglielmo รจ ancora vivo e le sue reliquie sono venerate in diverse chiese della zona, testimoniando una devozione radicata e diffusa:
- **Omero, mascella e due tibie**: conservati nella chiesa di San Giovanni Battista a Castiglione della Pescaia.
- **Cranio, speroni, morione dell’elmo, stendardo e cilicio**: custoditi nella parrocchia di Tirli.
- **Altri frammenti ossei**: si trovano nella chiesa di Braccagni.
Fino al 1964 esisteva ancora, a Buriano, il grande albero di sughero detto “la Sugherona“, considerato la prima dimora del santo. I bambini del luogo credevano di essere nati al suo interno e molti devoti conservano ancora oggi qualche scheggia di quell’albero, trattata come una preziosa reliquia.
Come Visitare l’Eremo: Un Pellegrinaggio nella Natura
Visitare l’Eremo di San Guglielmo oggi รจ un’esperienza che unisce pellegrinaggio spirituale e escursionismo avventuroso. Il sito รจ immerso nel bosco e raggiungibile attraverso sentieri nella campagna maremmana.
- **Accesso**: Il complesso รจ situato in localitร Bosco, nel comune di Castiglione della Pescaia (GR). Data la sua condizione di rudere, l’accesso รจ libero ma richiede attenzione.
- **Esperienza**: La visita รจ un tuffo nella storia e nel silenzio. L’abside che sovrasta il torrente e gli archi acuti che sfidano il tempo creano un’atmosfera di profonda suggestione.
- **Consigli**: Indossare scarpe comode e adatte a terreni irregolari. Portare acqua, soprattutto nei mesi estivi. La visita รจ l’occasione per unire la scoperta del sito alla **esplorazione dei dintorni** della Maremma, tra borghi medievali e paesaggi incontaminati.
- **Devozione**: Per completare il percorso devozionale, si possono visitare le chiese di Castiglione della Pescaia, Tirli e Buriano dove sono conservate le reliquie.
Curiositร e Tradizioni Popolari
- **L’Osso del Drago**: Nella canonica di Tirli si conserva ancora l’osso che la tradizione attribuisce al drago sconfitto da San Guglielmo.
- **La Sugherona**: La memoria dell’albero di sughero cavo, dimora del santo, รจ viva nella comunitร di Buriano. Le schegge conservate sono considerate reliquie di terza classe.
- **Ex Voto**: Attualmente รจ rimasto un solo ex voto di tipo oreficeria legato al santuario, a testimonianza della devozione passata.
L’Eremo di San Guglielmo di Malavalle รจ piรน di un rudere: รจ un luogo dello spirito, dove la pietra parla di ascesi, le leggende raccontano di battaglie contro il male e la natura sembra aver abbracciato, per custodirla, la memoria di un santo che scelse la solitudine per avvicinarsi a Dio.





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