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  • L’Inviolata di Riva

    Il Santuario dell’Inviolata di Riva: Un Gioiello Barocco sul Garda

    Santuario dell'Inviolata di Riva del Garda

    A Riva del Garda, incastonato tra le acque del lago e le montagne, sorge un capolavoro di arte e fede: il Santuario di Santa Maria Inviolata. Questo luogo di pellegrinaggio è un viaggio nel tempo, un’esperienza che unisce la bellezza del barocco alla potenza di una devozione secolare nata da eventi miracolosi.

    Storia e Origini del Santuario

    La storia di questo santuario inizia intorno al 1600, quando un semplice affresco dipinto su un muro divenne il cuore di una straordinaria devozione popolare. L’opera, attribuita a Bartolomeo Mangiavino da Sal, raffigurava la Madonna con il Bambino tra i Santi Rocco e Sebastiano.

    La fama del luogo esplose nel 1601, quando si verificarono i primi prodigiosi eventi che la fede riconosce come miracoli:

    • **Giovanni Brusaferri**, un bambino caduto da un carro e dato per morto, si salvò dopo essere stato disteso davanti alla sacra immagine.
    • **Giacomina**, figlia di Martino Bulla, guarì dalle gravissime conseguenze di una caduta da un ballatoio.
    • Anche un uomo e un ragazzo di nome **Pietro Nicoletti** furono testimoni di grazie straordinarie.

    Questi fatti straordinari convinsero il conte Giannangelo Gaudenzio Madruzzo, sostenuto dal vescovo Carlo Gaudenzio Madruzzo, a edificare un tempio degno di custodire l’immagine miracolosa. I lavori si svolsero tra il 1603 e il 1609, dando vita al santuario che ammiriamo oggi. Nel 1696, per interessamento dell’arciduca d’Austria Giuseppe, il santuario fu aggregato alla Basilica Lateranense, arricchendosi dei suoi privilegi e indulgenze.

    Architettura e Arte: Uno Spettacolo Barocco

    Il santuario è un esempio magnifico di architettura barocca, orientato a est secondo l’antica tradizione cristiana. La sua pianta centrale a sezione quadrata si sviluppa in un’armoniosa aula ottagonale, sormontata da un tiburio e da una cupola a spicchi.

    Ma è l’interno a lasciare senza fiato. L’artista lombardo Davite Reti avvolse completamente le pareti, la cupola e il presbiterio in una ricchissima decorazione a stucco nei colori del bianco, dell’oro e del bronzo. Tra questi stucchi si inseriscono gli affreschi di Martino Teofilo Polacco e i dipinti a olio di Pietro Ricchi, creando un insieme di rara unità e fastosità.

    L’antica edicola con l’affresco miracoloso del Mangiavino fu sapientemente incorporata nella nuova struttura, diventando il fulcro spirituale dell’intero edificio. Il campanile, isolato rispetto al corpo principale e dotato di due celle campanarie, completa l’armonioso prospetto.

    Tradizioni, Eventi e un’Avventura Storica

    Il santuario è stato per secoli un centro di devozione vivace, come testimoniano i registri delle offerte compilati già nei primi anni del Seicento. Dopo l’estinzione della famiglia Madruzzo (1658), la cura del luogo passò ai Padri Gerolimini, chiamati originariamente dal conte Gian Angelo. Il convento fu soppresso in epoca napoleonica nel 1809, e successivamente, dal 1877 al 1964, il santuario fu affidato all’Istituto delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù.

    Per i visitatori più curiosi, c’è un’avventura storica da intraprendere: la ricerca delle tracce di una seconda chiesa ottagonale, dedicata a Sant’Anna, che sorgeva sul margine orientale del podere contiguo al convento tra il 1641 e la Prima Guerra Mondiale. Esplorare i dintorni alla ricerca di indizi sulla sua precisa ubicazione può essere un’esperienza affascinante.

    Come Visitare il Santuario

    Il Santuario dell’Inviolata si trova a Riva del Garda, facilmente raggiungibile. La sua posizione lo rende una tappa imperdibile in un viaggio alla scoperta del lago di Garda, unendo spiritualità, arte e paesaggio.

    Consigli per la visita:

    • Dedicate del tempo per ammirare i dettagli degli stucchi e degli affreschi.
    • Cercate l’antica immagine miracolosa, cuore di tutta la devozione.
    • Osservate l’armonia dell’architettura esterna, con il suo portale architravato e il caratteristico campanile isolato.

    Questo gioiello barocco non è solo un monumento, ma un luogo dove storia, arte e fede si intrecciano in un’esperienza indimenticabile per il pellegrino e il visitatore attento.



    Commenti

    3 risposte a “L’Inviolata di Riva”

    1. gli eventi miracolosi descritti e affrescati da Pietro Ricchi detto il Lucchese nel 1644-45 sono generati dalla forza della preghiera popolare -non ci sono apparizioni di nessun genere,
      il capitello miracoloso era in campagna sul muro della vigna di proprietà del conte Carlo Zanardi e fatto costruire da lui e dipingere dal pittore Barolomeo Mangiavino di Salò – capitello trasportato dal luogo di campagna e incastonato nell’altare il 31/05/1611
      grazie

    2. manca evento miracoloso dello storpio -testimone il conte Gianangelo Gaudenzio Madruzzo -non è stato tramandato il nome
      l’ordine dei poveri eremiti di s girolamo ,fondatore il beato Pietro Gambacuta di Pisa nel 1380 con il primo convento presso Isola del Piano ,tra Pesaro e Urbino prendono possesso del convento donato dai cardinali Madruzzo il 01/06/1611 fino al 1807

    3. Alcuni miracoli avvenuti nel 1601 davanti al capitello diedero inizio alla devozione: un bambino, Giovanni Brusaferri, sbalzato dal carro dei buoi del papà ,avendo avuto una schiacciamento della cassa torica (organi vitali) quasi morto, dopo la preghiera popolare della gente e della dichiarazione del papà si risollevò da sotto il carro vivio (vedi dipinto di Pietro Ricchi)
      Giacoma figlia di Martino Bulla venne guarita dalle conseguenze di una caduta da un ballatoio.
      Pietro Nicoletti di Rallo , valli del Noce, essendo dall’età di 7-14 anni ammalato di artrite dermatoide giovanile ,la mamma Agnese ed il papà Stefano sentiti gli avvenimenti , lo portano a Riva del Garda al capitello e dopo le preghierte è stato graziato . Lui diventerà prete dopo un po di anni e confermerà al priore del convento la grazia ricevuta.
      quarto miracolo dipinto da Pietro Ricchi : uno storpio di cui non è stato tramandato il nome, anche lui graziato dopo le preghiere con testimone dell’evento il conte Gianangelo Gaudenzio Madruzzo; ultimo erede della famiglia Madruzzo e comandante militare di molti castelli
      In un registro del notaio Giorgio Sacchi da Riva (inizio XVII sec.) vi un elenco di donazioni al santuario. Registro di offerte compilato dal sac. Giovanni Miotti 1602-1603.purtroppo andata perduto
      scusate del disturbo

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