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Madonna dei Bagni

Ha pianta quadrata con portico anteriore di modeste proporzioni. E’ sorta all’incrocio di pi strade, caratteristica del paese stesso, ed ha avuto disposizione in diagonale rispetto all’angolo tra le vie. L’opera ben compaginata e mostra attraverso le tipologie e gli incastri dei mattoni le fasi realizzative dovute all’aggiunta di un’architettura monumentalizzante sulla precedente edicola. L’edicola ha un cupolino ed il portico ha volta a crocera.La precedente cappella si rivela quasi subito insufficiente a accogliere i pellegrini numerosi e cos nello stesso anno fu ricostruita una nuova chiesa pi ampia che ingloba la precedente cappella. Negli anni sono stati aggiunti altri edifici che attualmente sono in parte abitati da una comunit di Suore Terziarie Capuccine Amigoniane, della provincia di Valencia. In parte sono in via di ristrutturazione per accogliere i pellegrini e persone desiderose di silenzio preghiera e spiritualit. Nei prossimi anni in programma l’allestimento di uno spazio all’aperto per celebrazioni liturgiche e manifestazioni religiose di varia natura (concerti, incontri giovanili, rappresentazioni varie, ecc.).Descrizione: Si tratta di due piccoli frammenti di maiolica bianca che costituivano il fondo di una tazza, nei quali dipinta l’immagine della Madonna e del Bambino. Quest’ultimo regge tra le mani il globo terrestre, e volge le spalle alla madre, ma ha il volto rivolto verso di lei e si ha l’impressione che stiano conversando con affettuosa allegria. Entrata in uso: nell’anno 1657 Immagine: Dipinto Luogo: Fonte
Ubicazione originaria del Santuario: In origine furono appesi alla quercia; dal 1687 si iniziò ad appenderle alle pareti interne del santuario. Note sulla raccolta: Dal 1657 al 1687 gli ex voto sono dipinti prevalentemente su tela cerata ed altro materiale deperibile, in seguito vengono riprodotti su formelle in maiolica ed appesi alle pareti. Le formelle sono circa 630, donate in un arco di tempo di più di tre secoli, in prevalenza appartengono al periodo che va dal 1657 alla metà del 1700, con una interruzione quasi totale per tutto l’800, e una netta ripresa nel nostro secolo. Nelle mattonelle è documentata per iscritto, ed attraverso il disegno, la storia del miracolo ricevuto. Nel marzo del 1976 c’è stato un primo furto: otto mattonelle antiche vengono asportate, nel 1980 c’è stato un altro furto: il 4 e il 6 settembre vengono portate via 201 formelle, 40 spezzate e danneggiate rimangono sul pavimento della Chiesa. Tra queste vi era la mattonella che diede origine alla devozione, venne restaurata e messa nel corridoio dietro l’altare. Sono state restaurate anche le altre mattonelle danneggiate, a più riprese vengono ritrovate circa la metà delle mattonelle rubate, mentre, di quelle mai ritrovate, sono state fatte delle copie, in modo da poter avere, dal punto di vista iconografico, l’intero corpus votivo. Tipologia degli ex voto: Altro Conservazione attuale: Si trovano appese alle pareti interne del santuario. Rinvio a pubblicazioni o descrizioni a stampa: Grazzietta Guaitini, Tullio Seppilli, Gli ex voto in maiolica della chiesa della Madonna dei Bagni presso Deruta in Antiche Maioliche di Deruta, Firenze 1980, pp. 49-53.
I miracoli sono rappresentati nelle seicento formelle di maiolica dipinta appese alle pareti della chiesa che, oltre ad essere un interessante documento riguardante la devozione e il culto, sono anche importanti per uno studio antropologico sulle paure, gli incidenti, le malattie da cui l’uomo si sente minacciato.
1613&nbsp;&nbsp;(costruzione intero bene)<br><br>La chiesa fu eretta nel 1613.Nel marzo del 1657, Cristoforo di Filippo, Merciaio di Deruta , ottenne la miracolosa guarigione della moglie richiesta all’immagine della Madonna riprodotta in un frammento di ceramica, che lui stesso, quattro anni prima, aveva trovato per terra ed aveva fissato tra i rami di una quercia affinch non venisse calpestata dai viandanti . Nel mese di luglio il giorno della Madonna del Carmine i coniugi andarono a ringraziare la Vergine per la grazia ricevuta appendendo il primo voto. L’abate del monastero di San Pietro di Perugia, a cui il territorio di Deruta apparteneva, ordin di costruire una cappella che inglobasse la quercia ove era poggiata l’Immagine miracolosa. Il 4 settembre 1657 l’abbate stesso pose la prima pietra della cappella; il 28 ottobre 1657, la processione e una Messa solenne, celebrata dal Vescovo, segnano ufficialmente l’inizio del nuovo culto dopo il riconoscimento dell’autorit ecclesiastica. Presto la chiesa rimane insufficiente ad accogliere i devoti, cos nel 1687 viene ampliata. Il culto e l’affluenza dei fedeli crescono, fino alla met del Settecento, da allora per tutto l’Ottocento c’ stato un calo di devozione ed anche la produzione di formelle votive in maiolica diminuisce notevolmente. Nel Novecento c’ stata una ripresa di entrambi e nel 1910, 1925, 1970-1972, 1985-1987, sono stati eseguiti importanti lavori di consolidamento e di restauro dell’edificio. (Cfr. Antonio Santantoni, La Madonna del Bagno, Porziuncola Assisi 1997, p. 7-12). Nel 1643 un frate francescano passando per il Colle del Bagno vede a terra un frammento di maiolica ove dipinta la Madonna col Bambino; per evitare che venisse calpestata la colloca tra i rami di una giovane quercia. Col passere del tempo, a causa del vento e di altri agenti atmosferici, il pezzo di coccio cade pi volte frammentandosi ancora. Nel 1653 il merciaio di Casalina Cristofero di Filippo mosso a compassione dallimmagine caduta nuovamente in terra, la prende e la porta a casa, poi la riporta e la fissa con due chiodi fra i rami della quercia. Due anni dopo la moglie del merciaio si ammala gravemente. Il merciaio, passando di fronte allImmagine, chiede alla Vergine di salvarla. Tornato a casa trova la consorte completamente guarita, intenta ai lavori domestici. Cos vanno insieme a ringraziare la Madonna ed appendono allalbero il primo ex voto.(Tratto da: Historia della Madonna del Bagno,Archivio Storico di San Pietro, Perugia, Mazzo XXVI/1.). Esiste anche un’altra versione della leggenda: In un querceto c’era un’immagine della Madonna dipinta sul fondo di una tazza di maiolica, legata ad un ramo. Un giorno un merciaio di Casalina, Christoforo di Filippo, mosso a compassione dall’effigie caduta a terra, la prese e la port a casa, la riport fissandola con due chiodi tra i rami biforcati della quercia. Dovendo per motivi di lavoro allontanarsi da casa, pass per il bosco e preg la Vergine; tornato a casa, trov la moglie guarita. Ringraziarono la Madonna attaccando ai rami della quercia la prima formella dipinta in maiolica. Nel settembre un temporale sfrond tutte le querce tranne quella legata alla vergine; durante l’estate l’acqua benedetta aveva lenito una forte siccit ed era giudicata miracolosa. Cos il quattro settembre 1657 si dette inizio alla costruzione del santuario per iniziativa dell’abate del monastero di San Pietro. ( Tratta da: Fiorella Giacalone: Le leggende di fondazione dei santuari mariani in Umbria In Studi e ricerche di Antropologia Culturale e di Sociologia 1985; Quaderni dell’Istituto di Studi Sociali, 7; Atti della Facolt di Scienze Politiche a.a. 1983-1984, 20; Universit degli studi di Perugia, pp.69-70). Formella in ceramica ove dipinto il primo miracolo, a cui segu la cosrtuzione del santuario. 1783 indulgenza plenaria per la festa annuale dell’otto settembre. (Cfr. Grazzietta Guaitini, Tullio Seppilli, Gli ex voto in maiolica della chiesa della Madonna dei Bagni presso Deruta in Antiche Maioliche di Deruta, Firenze 1980, p. 50 inoltre: Archivio storico dell’Abbazia di San Pietro in Perugia, Mazzo XXVI Carteggio riguardante la Madonna del Bagno. Attualmente la cura spirituale del santuario del parroco della Parrocchia di Casalina. Il santuario dal 1657, anno della sua edificazione, al 1892 stato sotto il patronato dei monaci benedettini dell’abbazia di San Pietro di Perugia , dal 1892 fino ad oggi sotto il patronato dell’Ente Morale Autonomo Fondazione per l’Istruzione Agraria di San Pietro in Perugia.

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