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    Santuario della Madonna dei Bagni: Un Tesoro di Fede e Maiolica a Deruta

    Il Santuario della Madonna dei Bagni, situato presso Deruta in Umbria, è un luogo di devozione unico al mondo. Non è solo un edificio sacro, ma un straordinario museo della gratitudine, le cui pareti sono coperte da oltre seicento formelle in maiolica che raccontano, con arte e semplicità, tre secoli di grazie ricevute. La sua storia inizia con un frammento di ceramica e un gesto di pietà, e si sviluppa in un pellegrinaggio di fede che continua ancora oggi.

    Esterno del Santuario della Madonna dei Bagni

    La Storia del Miracolo e della Devozione

    La vicenda affonda le radici nella metà del Seicento. Secondo la tradizione, nel 1643 un frate francescano, vedendo per terra un frammento di maiolica con dipinta la Madonna col Bambino, lo pose tra i rami di una giovane quercia sul Colle del Bagno per proteggerlo. Quel piccolo, fragile dipinto raffigurava la Vergine e il Figlio in un momento di tenera conversazione, con il Bambino che regge il globo terrestre.

    Dieci anni dopo, nel 1653, il merciaio Cristoforo di Filippo di Casalina, mosso dalla stessa compassione, trovò nuovamente l’immagine caduta. La raccolse, la portò per un po’ a casa, poi decise di fissarla saldamente con due chiodi alla quercia. Quel gesto devoto non passò inosservato alla Provvidenza. Due anni dopo, sua moglie si ammalò gravemente. Disperato, Cristoforo si rivolse alla Vergine dell’immagine, chiedendo la guarigione. Al suo ritorno a casa, trovò la consorte completamente ristabilita, intenta alle faccende domestiche. Fu il primo miracolo riconosciuto.

    Interno del santuario con le pareti ricoperte di ex voto

    Il giorno della Madonna del Carmine, nel luglio 1657, i coniugi tornarono alla quercia per ringraziare, appendendo la prima formella votiva. La fama del prodigio si sparse rapidamente, e l’Abate del potente monastero benedettino di San Pietro di Perugia, sotto la cui giurisdizione ricadeva il territorio, ordinò la costruzione di una cappella che proteggesse sia l’immagine che la quercia. Il 4 settembre 1657 fu posta la prima pietra, e il 28 ottobre dello stesso anno, una solenne processione e una Messa celebrata dal Vescovo sancirono ufficialmente l’inizio del nuovo culto.

    Architettura ed Evoluzione del Santuario

    Il santuario presenta una pianta quadrata con un portico anteriore di modeste proporzioni. Sorge in una posizione significativa, all’incrocio di strade, ed è stato costruito in diagonale rispetto all’angolo formato dalle vie. La sua architettura rivela chiaramente le diverse fasi costruttive: si può notare come un’architettura più monumentale sia stata aggiunta alla semplice edicola originale, che aveva un piccolo cupolino.

    La prima cappella si rivelò presto troppo piccola per accogliere il flusso crescente di pellegrini. Già nello stesso anno 1657 si decise di costruire una chiesa più ampia che inglobasse la cappella primitiva. Un ulteriore ampliamento fu necessario nel 1687. Intorno al santuario sono sorti altri edifici, oggi in parte abitati da una comunità di Suore Terziarie Cappuccine Amigoniane, e in parte in via di ristrutturazione per ospitare pellegrini e chi cerca silenzio e preghiera. È inoltre in programma la creazione di uno spazio all’aperto per celebrazioni e manifestazioni religiose.

    Il Tesoro Inestimabile: Le Formelle Votive in Maiolica

    Il cuore pulsante del santuario è la sua straordinaria collezione di ex voto. Si tratta di circa 630 formelle in maiolica dipinta, donate in un arco di tempo di oltre tre secoli, principalmente tra il 1657 e la metà del Settecento. Dopo una pausa quasi totale nell’Ottocento, la tradizione è ripresa con vigore nel Novecento.

    Queste mattonelle non sono semplici oggetti d’arte; sono documenti storici e antropologici unici. Ogni formella racconta per iscritto e attraverso il disegno la storia di un miracolo ricevuto: guarigioni da malattie terribili, scampati pericoli, incidenti evitati. Sono una testimonianza tangibile delle paure, delle speranze e della fede delle generazioni passate.

    Dettaglio di alcune formelle votive in maiolica

    Purtroppo, questo tesoro ha subito due gravi furti: nel 1976 e nel 1980, quando furono rubate oltre 200 formelle, tra cui quella del primo miracolo. Molte sono state ritrovate e restaurate, e per quelle ancora disperse sono state realizzate delle copie, per preservare l’integrità iconografica della raccolta. La formella originaria del 1657 è oggi conservata nel corridoio dietro l’altare.

    Come Visitare e Vivere il Santuario

    Una visita al Santuario della Madonna dei Bagni è un’esperienza che unisce spiritualità, arte e storia. Oltre ad ammirare l’architettura semplice e raccolta, il momento più toccante è certamente la “lettura” silenziosa delle storie raccontate dalle maioliche. È un pellegrinaggio nel cuore della devozione popolare umbra.

    • **Ricerca Avventurosa**: Per i visitatori più curiosi, cercare tra le centinaia di formelle quella che raffigura il primo miracolo (ora in posizione protetta) o identificare le storie più antiche diventa una caccia al tesoro emotiva. Osservare i dettagli dei dipinti – carri agricoli, cavalli imbizzarriti, scene di vita domestica – è un viaggio nel tempo.
    • **Tradizioni e Festività**: La festa principale del santuario si celebra l’**8 settembre**, festa della Natività della Madonna, giorno per il quale fu concessa un’indulgenza plenaria già nel 1783. È il momento di maggiore affluenza e suggestione.
    • **Cura Spirituale**: La cura del santuario è affidata al parroco della Parrocchia di Casalina. Dopo secoli di patronato dei monaci benedettini di San Pietro, dal 1892 è sotto la gestione dell’Ente Morale Fondazione per l’Istruzione Agraria di Perugia.
    Veduta laterale dell'altare del santuario

    Questo santuario, nato dalla devozione di un umile merciaio e dalla potente intercessione mariana, rimane un faro di fede. Le sue mura, tappezzate di gratitudine in terracotta, invitano alla riflessione, alla preghiera e alla meraviglia di fronte al mistero della grazia che, da secoli, continua a operare nella semplicità della campagna umbra.



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