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  • Parrocchia S. Pietro Del Gallo

    Santuario della Madonna del Gallo: Storia e Devozione nella Parrocchia di San Pietro

    Nascosto all’interno della suggestiva Parrocchia di San Pietro del Gallo, in una cappella laterale, si trova un autentico tesoro di arte e fede: il Santuario della Madonna col Bambino. Questo luogo di profonda devozione custodisce una statua mariana duecentesca dalla storia travagliata e affascinante, meta di pellegrinaggio per chi cerca bellezza antica e spiritualitร .

    Storia di una Statua Miracolosa

    La storia di questa venerata effigie รจ un vero e proprio romanzo attraverso i secoli. Scartate le leggende che la volevano presente alla fondazione di Cuneo nel 1198, gli studi la collocano tra il 1280 e il 1290, un’opera d’arte medievale di straordinario valore.

    La sua riscoperta avvenne in modo quasi miracoloso nel 1744, quando fu ritrovata tra le rovine della cattedrale di Cuneo durante lavori di restauro. Considerata un tesoro cittadino per la sua antichitร  e per le innumerevoli preghiere che aveva accolto in epoche burrascose, la statua fu donata dal Comune alla nobile famiglia Pascal d’Illonza in segno di riconoscenza.

    Il vero atto di devozione che diede vita al santuario avvenne nel 1807. Il conte Luigi Enrico Pascal, proprietario dei terreni attorno a San Pietro del Gallo, decise di offrire la statua al culto pubblico e si impegnรฒ a costruire a proprie spese una cappella dedicata, dotandola di tutto l’arredo necessario. La cappella fu ufficialmente eretta e l’immagine entrรฒ in uso per il culto nel 1811.

    Un ulteriore sigillo di sacralitร  giunse nel 1827, quando Papa Leone XII concesse all’altare il privilegio perpetuo, come ancora oggi testimonia l’iscrizione dorata: “ALTARE PRIVILEGIATUM PERPETUUM โ€“ DECRET. LEONIS XII 1ยฐ SEPT. 1827”. Sebbene la costruzione sia stata voluta dalla famiglia Pascal, il patronato รจ sempre spettato alla parrocchia, segno di un legame indissolubile con la comunitร .

    La statua ha vissuto anche momenti drammatici: fu trafugata nel 1986 e miracolosamente recuperata nel 1988. Il pessimo stato in cui versava richiese un immediato e delicato restauro, che non solo la salvรฒ, ma ne rivelรฒ la straordinaria stratificazione storica, scoprendo persino tracce di un intervento risalente al Trecento.

    L’Architettura e l’Opera d’Arte

    Il santuario coincide con la cappella a sinistra dell’altare maggiore della chiesa parrocchiale. Al centro, un altare ottocentesco fa da scrigno alla venerata statua.

    La Statua della Madonna col Bambino รจ un capolavoro di dolcezza medievale. Raffigura Maria in maestร , seduta su un trono dal sedile asimmetrico, con Gesรน Bambino sul ginocchio sinistro. Il suo sguardo, fisso e dolce, sembra accogliere il devoto. Maria indossa un manto blu scuro decorato con delicati fiorellini, che le copre il capo come un velo, fermato da una fascia dorata. Sotto, si intravede un vestito rosso cupo.

    I tratti del volto sono pronunciati e genuini: incarnato rosato, naso piuttosto grosso, labbra sottili. Il Bambino, leggermente rivolto a sinistra, ha capelli biondi e lunghi e indossa una semplice tunica. I restauri hanno rivelato che la testa della Madonna era predisposta per una corona, oggi perduta, e che nella mano destra, originariamente flessa, probabilmente reggeva un frutto, simbolo di salvezza.

    Oggi l’opera, completamente restaurata tra il 1988 e il 1989, รจ collocata in una nicchia a circa tre metri d’altezza, protetta da un vetro e da un sistema di sicurezza, a custodire per le generazioni future questa immagine di materna protezione.

    Come Visitare il Santuario

    Visitare questo santuario รจ un’esperienza che unisce arte, storia e preghiera. La statua, elevata nella sua nicchia, invita alla contemplazione silenziosa. La cappella, voluta da un nobile benefattore per la comunitร , รจ un esempio tangibile di come la devozione privata possa diventare patrimonio collettivo.

    Per il pellegrino e il visitatore, questo angolo della parrocchia di San Pietro del Gallo offre la rara opportunitร  di ammirare da vicino una scultura lignea del XIII secolo, sopravvissuta a secoli di storia, a crolli e persino a un furto, tornata infine al suo luogo di culto quasi per volontร  divina.



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