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  • Madonna della Calvarola

    Santuario Madonna della Calvarola: Fede, Arte e Storia nel Cuore di Collebeato

    Immerso nel verde delle colline bresciane, il Santuario Madonna della Calvarola a Collebeato è un luogo di profonda spiritualità, ricco di storia e di arte. Un’oasi di pace dove la fede si intreccia con la bellezza del paesaggio, invitando il visitatore a un’esperienza di riflessione e di scoperta.

    Un Viaggio nella Storia e nella Devozione

    Le origini del santuario affondano le radici in un passato lontano. Inizialmente, nel XII secolo, sorgeva qui una cappella dedicata a San Faustino, per poi essere intitolata a Santa Maria del Patrocinio nel XV secolo. L’impianto attuale, a croce greca ispirato al modulo aureo, risale probabilmente al XVI secolo – prima metà del XVII secolo. La leggenda narra che la Madonna Addolorata sia apparsa proprio a Collebeato, e sul luogo dell’apparizione sia stato eretto il santuario in suo onore, rendendolo un importante centro di devozione mariana.

    (Contributo dei lettori)

    Apparizione Madonna nel 1700 a Collebeato sulla collina della Calvarola ad un contadino ferito al braccio e sanguinante, subito guarito e cicatrizzata la ferita dopo l’apparizione della Madonna di Collebeato. La religiosità popolare dei Collebeatesi si concretizzò nel voler chiamare proprio col nome di Vergine di Collebeato una varietà di Camelia japonica creata nel 1850 nei giardini del parco del nobile Giuseppe Torre in riferimento a quel miracolo.

    Altri dettagli storici

    Apparizione Madonna nel 1700 a Collebeato sulla collina della Calvarola ad un contadino ferito al braccio e sanguinante, subito guarito e cicatrizzata la ferita dopo l’apparizione della Madonna di Collebeato. La religiosità popolare dei Collebeatesi si concretizzò nel voler chiamare proprio col nome di Vergine di Collebeato una varietà di Camelia japonica creata nel 1850 nei giardini del parco del nobile Giuseppe Torre in riferimento a quel miracolo.
    (Testo: Giampietro Rodella)

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    Dettaglio della Camelia di Collebeato

    Nel Settecento, il santuario subì importanti lavori di ristrutturazione che ne modificarono l’aspetto. La facciata, il campanile e gli affreschi vennero rinnovati grazie al lavoro di Pietro Scalvini, che realizzò una complessa iconografia mariana. Recenti restauri, eseguiti nel 1973, hanno riportato alla luce la bellezza originale dell’edificio.

    Architettura e Arte: Un Tesoro da Scoprire

    L’edificio liturgico presenta un’originale pianta ottagonale. La navata, con la sua forma a ottagono irregolare, è il punto d’incontro dei bracci della croce greca. Al di sopra si erge una cupola a calotta sferica, adornata da eleganti decorazioni. Ampi archi trionfali, poggianti su paraste con capitelli corinzi, conducono agli spazi complementari: l’ingresso principale, le cappelle secondarie con volte a botte e il presbiterio, un ampio vano quadrato con volta a vela.

    Il braccio della croce greca occupato dal presbiterio è più allungato rispetto agli altri, creando una mediazione tra la pianta centrale, ideale geometrico e simbolico, e lo schema longitudinale tipico delle basiliche, guidando lo sguardo del fedele verso l’altare maggiore. La facciata principale, con lesene binate tuscaniche e ioniche su un piedistallo continuo, culmina in un frontone curvilineo.

    L’Affresco della Madonna in Trono: Un’Opera di Fede e di Bellezza

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    Tra le opere d’arte custodite nel santuario spicca un affresco cinquecentesco raffigurante la Vergine in trono con il Bambino e San Giovannino. Un’immagine di grande valore artistico e spirituale, che invita alla preghiera e alla contemplazione.

    Ex Voto: Testimonianze di Grazia Ricevuta

    Il santuario conserva una collezione di ex voto, tavolette dipinte che testimoniano la fede e la devozione dei fedeli verso la Madonna della Calvarola. Originariamente collocate lungo le pareti del presbiterio, la maggior parte di queste tavolette sono state trasferite nella chiesa parrocchiale. Nel 1975, nove di esse sono state recuperate e restaurate. Sei raffigurano l’impegno di fede degli abitanti verso la Madonna, mentre tre offrono scorci del santuario e del suo ambiente. Purtroppo, una di queste tavolette è stata rubata nel 1979.

    Spunti per una Visita Avventurosa: Alla Scoperta del Santuario e dei suoi Dintorni

    • Ricerca storica: Approfondire la storia della scuola del Rosario attiva nel santuario, indagando sulle offerte elargite per la celebrazione delle messe in caso di calamità pubbliche.
    • Tesori nascosti: Partire alla ricerca delle tavolette votive trasferite nella chiesa parrocchiale, cercando di ricostruire la loro storia e il loro significato.
    • Percorsi naturalistici: Esplorare i sentieri che circondano il santuario, godendo della bellezza del paesaggio collinare e scoprendo angoli nascosti e panorami mozzafiato.
    • Eventi e festività: Informarsi sugli eventi e le festività che si svolgono nel santuario durante l’anno, per vivere un’esperienza di fede e di tradizione ancora più intensa.


    Commenti

    14 risposte a “Madonna della Calvarola”

    1. Giampietro Rodella

      Apparizione Madonna nel 1700 a Collebeato sulla collina della Calvarola ad un contadino ferito al braccio e sanguinante, subito guarito e cicatrizzata la ferita dopo l’apparizione della Madonna di Collebeato. La religiosità popolare dei Collebeatesi si concretizzò nel voler chiamare proprio col nome di Vergine di Collebeato una varietà di Camelia japonica creata nel 1850 nei giardini del parco del nobile Giuseppe Torre in riferimento a quel miracolo.
      (Testo: Giampietro Rodella)

    2. Giampietro Rodella

      La Madonna della Calvarola di Collebeato alla quale è stata dedicata nel 1850 una Camelia Vergine di Collebeato in ricordo dell’ Apparizione e guarigione di un contadino di Collebeato nel 1970.

    3. Giampietro Rodella

      Foto della Camelia Vergine di Collebeato, dedicata alla Madonna di Collebeato per il miracolo, della pronta guarigione, del contadino ferito e sanguinante

    4. Giampietro Rodella

      A questa Madonna miracolosa del 1500 circa, è sta dedicata una varietà di camelia creata a Collebeato nel 1850 dal nome di CAMELIA Vergine di Collebeato dedicata appunto alla Vergine della Calvarola che fece la guarigione miracolosa del contadino di Collebeato ferito e sanguinante.
      ( Testo di Giampietro Rodella)

    5. Giampietro Rodella

      La varietà di Camelia japonica – Vergine di Collebeato – creata nel 1850 nella serra dei giardini del parco di Collebeato del nobile Giuseppe Torre è dedicata alla Madonna della Calvarola che apparve nel 1700 sella collina di Collebeato. Il cardinale Giovanni Molino, vescovo di Brescia,definì miracolosa questa Madonna dipinta nel 1500 circa e appesa al Santuario di Collebeato. In quel quadro è rappresentato un raro caso di – esadattilia –
      nell’arte religiosa lombardo. Il bambino Gesù nel quadro ha 6 dita nel suo piede sinistro.
      Fi questo fatto se n’è accorto solo il critico d’arte Giampietro Rodella nel 2024 dopo 500 anni circa. Mai nessuno si era accorto di questa particolarità.

    6. Giampietro Rodella

      Camelia Vergine di Collebeato creata nel 1850 a Collebeato nella serra dei giardini del parco di Collebeato dal nobile Giuseppe Torre.
      È dedicata alla Madonna che apparse sulla collina della Calvarola facendo un miracolo perché salvò il contadino ferito e sanguinante.
      Questa nostra Camelia Vergine di Collebeato è considerata dagli esperti come: la Camelia più bella del mondo.
      (Foto e testo di Giampietro Rodella)

    7. Giampietro Rodella

      Con la nostra Camelia Vergine di Collebeato siamo diventati internazionali.
      (Fonte dei testi Giampietro Rodella)

    8. Giampietro Rodella

      Il platano storico di Collebeato caduto
      il 1 giugno 2024;;poteva avere 300/400 anni.
      Nell’aprile 2025 sono stati piantati 2 nuovi platani. In quello di destra sotto le radici è stata messa la capsula del tempo. Dentro la quale,tra gli altri ricordi di Collebeato, è stata messa plastificata e arrotolata, una lettera in inglese con foto e testi della Camelia Vergine di Collebeato, scritti da Rodella Girolamo, Giampietro e Andrea Rodella.

    9. Giampietro Rodella

      Si racconta nella tradizione buddista che la Camelia fu creata da Budda per aiutare i monaci buddisti a restare svegli durante la preghiera notturna .
      Un monaco, pieno di volontà per la preghiera alla divinità, si accorse che faticava molto durante la meditazione notturna tanto da addormentarsi frequentemente.
      Avendo un forte senso di colpa, il monaco chiese a Budda cosa potesse fare per restare sveglio più a lungo. Capitò che un giorno, mentre pregava, vide crescere accanto a lui una pianta dalle belle foglie carnose che masticate, o bevuto l’infuso con acqua calda, avessero la capacità di vincere il sonno.
      Da questo fatto nacque la pianta del tè che contiene la teina una proprietà eccitante che tiene più svegli.
      La pianta del tè è la stessa della camelia dalle belle foglie per fare infusi e bevande, mentre i bei fiori sono facili ornamenti nella cultura dell’estremo oriente.
      La pianta di camelia è praticamente la pianta del tè le cui foglie tostate e aromatizzate diventano la buona bevanda che conosciamo tutti.
      La pianta di camelia, lasciata crescere spontaneamente in natura, si sviluppa molto e diventa un grande albero come la magnolia e fiorisce nello stesso periodo, di solito a marzo nelle regioni mediterranee. Si dice che la magnolia sia la cugina della camelia. La pianta del tè originaria dall’estremo oriente: Cina, India, Tibet, Nepal … fu importata in Europa dalla compagnie delle indie nel 1600. Alcuni esemplari furono messi a dimora nei giardini della Reggia di Caserta e poi sviluppatasi in tutta Europa, principalmente nei parchi e giardini delle dimore nobiliari italiane e europee.
      La “Camelia Vergine di Collebeato” è una varietà della Camelia Japonica.
      Alessandro Dumas figlio, scrisse un bel romanzo dedicato proprio alla “Signora delle camelie”.
      La signora delle camelie portava sempre al petto una camelia bianca come segno di disponibilità per i suoi tanti amori. Solo in alcuni giorni la portava rossa come segno di indisponibilità.
      (Gp.R.)

    10. Giampietro Rodella

      MADONNA DEL SANTUARIO DELLA CALVAROLA DI COLLEBEATO.
      Madonna Vergine di Collebeato, di realizzazione cinquecentesca. Quadro bellissimo appeso al Santuario di Collebeato. A questa Madonna, dopo l’apparizione del 1700, è stata dedicata nel 1850 una varietà di Camelia che si chiama proprio Camelia Vergine di Collebeato in ricordo della Madonna e del miracolo. Il grande quadro del 1500, olio su tela di pregiata fattura, ha una particolarità, che è stata accertata dopo 500 anni solo dal critico d’arte Giampietro Rodella. Particolarità riguardante il piede sinistro di Gesù bambino dove vediamo 6 dita. Un raro caso di ESADATTILIA lombarda nell’ arte religiosa. Mai nessuno si era accorto prima.

      (Testo e ricerca di Giampietro Rodella di Collebeato)

    11. Giampietro Rodella

      Madonna della Calvarola.

    12. Giampietro Rodella

      MADONNA DELLA CALVAROLA
      Camelia La Vergine di Collebeato

    13. Giampietro Rodella

      Quadro della Madonna presente al Santuario della Calvarola di Collebeato.
      Quadro del 1500 circa di ottima fattura, olio su tela di grandi dimensioni. Autore ignoto.
      Il dipinto presenta un raro caso di Esadattilia lombarda, avendo il piedino sinistro di Gesù 6 dita.
      (Autore testo e ricerca di Giampietro Rodella di Collebeato)

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