Santuario Regionale Basilica Minore Maria SS.ma Incoronata del Pettoruto: Storia e Devozione nel Cuore della Calabria
Il Santuario Regionale Basilica Minore Maria SS.ma Incoronata del Pettoruto è un luogo di fede intensa e storia millenaria, incastonato tra i boschi della Calabria. Meta di pellegrinaggio e devozione secolare, custodisce la straordinaria statua della Madonna del Pettoruto, la cui origine è avvolta in una leggenda miracolosa che ancora oggi commuove i fedeli.
Storia e Leggenda di un Ritrovamento Miracoloso
Le origini del santuario si perdono nel Medioevo, con la prima attestazione del culto risalente al 1226 come grancia dell’abbazia cistercense di Acquaformosa. Tuttavia, il cuore della devozione batte attorno a una leggenda tanto commovente quanto straordinaria.
Si narra che un uomo di nome Nicola Mairo, ingiustamente accusato di un grave delitto, trovò rifugio e conforto nei boschi del luogo chiamato “Pettoruto”. Profondamente devoto alla Madonna, per invocare la sua protezione e la prova della propria innocenza, si mise a scolpire la sua immagine su una roccia sporgente tra gli arbusti. Tornato ad Altomonte, la sua innocenza fu riconosciuta, ma un voto solenne gli impedì di rivelare al popolo l’esistenza di quella sacra effigie.
Fu così che alcuni anni dopo, un pastorello di Scalea di nome Giuseppe Labbazia, rinvenne miracolosamente la statua. Da quel momento, la fama della Madonna del Pettoruto iniziò a diffondersi a macchia d’olio. La comunità tentò più volte di trasferire il simulacro in un luogo più accessibile, a San Sosti, ma la tradizione racconta di un evento prodigioso: in nessun modo fu possibile spostare la statua dal suo posto originario. Dopo tre tentativi infruttuosi, si comprese che la volontà della Vergine era che il suo tempio sorgesse proprio lì, dove era stata ritrovata. Fu così edificata una prima cappella rudimentale.
Questa leggenda, che sottolinea la volontà soprannaturale nella scelta del luogo, è confermata da un documento storico di eccezionale valore: una bolla papale del 1455 con cui Papa Callisto III concedeva indulgenze ai pellegrini, attestando che il santuario era già un luogo di culto consolidato e frequentato.
Architettura ed Evoluzione del Complesso Sacro
L’attuale complesso è il risultato di secoli di ampliamenti e devozione. La struttura principale è una chiesa a tre navate, affiancata da ambienti annessi.

La facciata, realizzata nel 1917, si presenta maestosa e tripartita, con un pronao a tre arcate. È caratterizzata da:
- Tre portoni ad arco al livello inferiore.
- Due porte rettangolari laterali sormontate da rosoni ovali.
- Un loggione centrale abbellito da due splendidi **rosoni a raggiera**, decorati con colombe che reggono ramoscelli d’ulivo, simbolo di pace.
- Al centro del timpano, un medaglione in bassorilievo raffigura l’immagine di **Maria Santissima del Pettoruto**.
- A lato, svetta un **campanile** a pianta quadrangolare.
Gli interni hanno visto una crescita graduale:
- **1247**: Viene eretta una primitiva chiesa-santuario.
- **1633-1646**: Primi ampliamenti significativi.
- **1834**: Il Vescovo Felice Greco promuove la costruzione della navata centrale a volta.
- **1856-1897**: Sotto i Vescovi Parladore e Ricotta, vengono realizzate la navata sinistra e la vecchia abside a cupola schiacciata.
- **1925-1929**: Un importante restauro a cura della diocesi consolida la struttura che ammiriamo oggi.
Il Cuore del Santuario: La Statua Miracolosa e gli Ex Voto
Al centro della devozione è la statua della Madonna con Bambino, risalente al XVI secolo (1500-1599). La Vergine, in un busto di straordinaria bellezza, tiene nella mano destra un giglio, simbolo di purezza. Il Bambino Gesù, benedicente, regge invece sulla sinistra un melograno, antico simbolo di prosperità e abbondanza.

La fede popolare ha lasciato una testimonianza tangibile della riconoscenza per le grazie ricevute attraverso una ricca collezione di ex voto. Questi oggetti, che giacciono in attesa di una sistemazione organica in una sala dedicata, sono una commovente cronaca di fede e speranza e includono:
- **Luminarie** (ceri, lampade).
- **Oggetti di oreficeria** preziosi.
- **Protesi** vere o rappresentate, segno di guarigioni implorate o ottenute.
- **Fotografie** di persone salvate o beneficate.
- Altri oggetti personali lasciati in segno di ringraziamento.
Attualmente questa collezione è conservata in un locale attiguo all’ingresso del santuario.
Tradizioni, Indulgenze e Pellegrinaggio
Il santuario è stato per secoli un centro spirituale di primaria importanza, come dimostrano i privilegi concessi dalla Chiesa:
- **1455**: Papa Callisto III, con una bolla papale, concede **5 anni e 5 quarantene di indulgenze** ai fedeli che salgono devotamente al santuario.
- **1911**: Papa Pio X arricchisce ulteriormente il luogo concedendo l’**indulgenza plenaria** ai confessati e comunicati nella festività dell’8 settembre.
Queste concessioni hanno incoraggiato nei secoli un continuo flusso di pellegrini, rendendo il Pettoruto un faro di spiritualità per tutta la Calabria e oltre.
Come Visitare il Santuario e il Territorio Circostante
Una visita al Santuario del Pettoruto è più di un’esperienza religiosa; è un viaggio nel cuore della storia e della natura calabrese. Il luogo stesso, immerso nei boschi, invita al raccoglimento e alla scoperta.

Per i visitatori più avventurosi, i dintorni offrono l’opportunità di esplorare:
- I **sentieri boschivi** che un tempo offrirono rifugio a Nicola Mairo, perfetti per escursioni nella natura incontaminata.
- La vicina **Abbazia di Acquaformosa**, l’antico monastero cistercense da cui dipendeva storicamente il santuario, ricca di storia e architettura monastica.
- I borghi storici di **Altomonte** e **Scalea**, luoghi legati alle figure della leggenda, con i loro centri storici e i panorami mozzafiato sulla costa tirrenica.
Il santuario è un luogo vivo di fede. La principale festività è tradizionalmente legata all’8 settembre (Natività della Beata Vergine Maria), occasione in cui si radunano pellegrini da tutta la regione per celebrare la Madonna Incoronata del Pettoruto.
Il Santuario Regionale Basilica Minore Maria SS.ma Incoronata del Pettoruto attende pellegrini e visitatori non solo come un monumento di arte e storia, ma soprattutto come una casa della Madre, dove da secoli si ascoltano le preghiere, si accolgono le speranze e si testimoniano le grazie di un amore divino che non conosce confini.





Lascia un commento