Mater Misericordiae in San Nicola dei Prefetti

Chiesa ad unica navata, con due altari per lato e profonda abside.Descrizione: La tela, opera di modeste dimensioni della fine del Seicento, rappresenta a mezza figura dell’Immacolata. L’attribuzione a Carlo Dolci non appare sostenibile. Inizi√≤ ad operare miracoli nel 1796. Entrata in uso: nell’anno 1796 Immagine: Dipinto
Raccolta di ex voto: No
Il primo miracolo attestato √® anteriore alla introduzione dell’immagine in San Nicola dei Prefetti. L’icona risulta infatti la quarta ad aver girato gli occhi nel 1796 tra quelle riportate da Giovanni Marchetti nella sua opera Dei prodigi avvenuti in molte sagreimmagini specialmente di maria Santissima, secondo gli autentici processi compilati in Roma (Roma 1797).
Nel 1854, anno in cui fu definito il dogma dell’Immacolata Concezione, l’immagine della Mater Misericordiae fu portata nella chiesa di San Nicola dei Prefetti. Precedentemente si trovava nel Palazzo dell’Impresa (palazzo Giorgi in via dell’Impresa oggi assorbita da piazza del Parlamento) dove nel 1796 fu annoverata tra le immagini delle Madonne con gli occhi semoventi. Dopo essere stata nel 1839 trasportata nella nuova sede del Lotto nel palazzo Pio in piazza del Biscione, fu trasferita definitivamente a San Nicola dei Prefetti su istanza di Antonio e Filippo Neri patroni della chiesa. Pio IX, con Breve del 9 maggio 1862, concesse l’indulgenza plenaria a quanti avessero visitato l’immagine della Mater Misericordiae, nel giorno della propria festa e delle altre principali feste mariane. Ebbe termine nel 1927. I Gesuiti lasciarono l’officiatura della chiesa e i locali annessi nel 1891. Dal 1848 si trovava inoltre nella chiesa a Confraternita del Santissimo crocifisso Agonizzante. I fratelli Neri, avuto il patronato della Cappella di San Nicola nel 1854, chiesero a Pio IX che la Mater Misericordiae fosse posta sull’altare maggiore di questa cappella.

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