Santuario di San Matteo Apostolo: Un Viaggio Millenario tra Fede, Storia e Arte
Un luogo dove la storia si stratifica come le pietre delle sue mura, il Santuario di San Matteo Apostolo a San Marco in Lamis è molto più di un semplice luogo di culto. È un crocevia di pellegrinaggi antichi, un baluardo di fede che ha attraversato i secoli, e un museo a cielo aperto che custodisce una delle statue più affascinanti e trasformiste della devozione pugliese. Preparati a scoprire un santuario ricco di mistero, arte e spiritualità.
La Statua Miracolosa: Una Trasformazione Straordinaria
Il cuore pulsante della devozione in questo luogo è senza dubbio la venerata statua di San Matteo. La sua storia è un racconto di trasformazione e fede che affonda le radici nel XIII secolo.
Originariamente, l’opera, scolpita in pregiatissimo legno di olivo selvatico, non raffigurava l’evangelista, ma Cristo in trono. Per tre secoli, i fedeli venerarono questa immagine del Salvatore, che reggeva il Vangelo con la mano sinistra e benediceva con la destra.
Tutto cambiò alla fine del Cinquecento, quando la devozione per San Matteo Apostolo cominciò a diffondersi potentemente nella zona. In un atto di straordinaria devozione e ingegno artistico, la statua venne trasformata. Gli artigiani dell’epoca applicarono una penna nella mano destra e, sul libro del Vangelo, incisero i versetti del capitolo 9 del Vangelo di Matteo, che narrano la sua stessa vocazione, insieme alla data 1596. Da quel momento, l’immagine divenne la rappresentazione tangibile dell’Evangelista, testimone e scriba della Parola di Dio.
Questa statua non è solo un’opera d’arte, ma un monumento alla fede vissuta, come testimoniano le centinaia di ex voto lasciati nel tempo dai fedeli per grazia ricevuta. La Galleria dei Benedettini, all’interno del complesso, custodisce una collezione emozionante e unica di tavolette dipinte, oggetti di oreficeria, fotografie e persino protesi, segni tangibili di una devozione popolare viva e commovente.

Storia: Dalle Radici Pagane al Cuore del Pellegrinaggio Garganico
La storia del Santuario di San Matteo è un viaggio avventuroso attraverso le epoche. Il suo sito non è stato scelto a caso: occupa una posizione strategica nella Valle dello Starale, un crocevia naturale tra Borgo Celano, San Marco in Lamis e San Giovanni Rotondo.
Le sue origini si perdono nella notte dei tempi. Nel VI secolo, qui sorgeva un tempio pagano dedicato a Giano, dio degli inizi e dei passaggi. Con l’avvento del Cristianesesimo, questo luogo di transito fu assimilato al culto di San Giovanni Battista, il precursore. Probabilmente furono i Longobardi, nell’VIII secolo, a fondare qui un ospizio per i pellegrini con il nome di San Giovanni de Lama. La sua funzione era cruciale: offrire rifugio ai viandanti che percorrevano la Via Sacra Langobardorum, l’antico tracciato che conduceva al celebre Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant’Angelo.

Nei secoli, l’abbazia conobbe fortune alterne: grande splendore in epoca bizantina e normanno-sveva, seguito da periodi di crisi e ribellione. Nel 1578, per evitarne la rovina completa, il monastero fu affidato ai Frati Minori Francescani, che gli diedero nuova vita e, poco dopo, il titolo definitivo di San Matteo. Da allora, salvo brevi parentesi, i francescani sono i custodi di questo luogo sacro, che oggi è un centro spirituale vitale per tutta la Capitanata.
Architettura e Arte: Uno Scrigno di Devozione
Il complesso conventuale si presenta come una solida e austera costruzione, che parla di secoli di storia. All’interno, l’atmosfera è di raccoglimento. Oltre alla celebre statua, il santuario custodisce altre opere d’arte e spazi significativi.
Di particolare interesse è il museo del santuario, che comprende la Galleria dei Benedettini, la sacrestia e la sala delle confessioni. Qui è possibile ammirare da vicino la ricchissima collezione di tavolette votive, una testimonianza unica della devozione popolare e della storia sociale della zona. Queste piccole opere d’arte naif raccontano storie di guarigioni, salvataggi e grazie ricevute per intercessione di San Matteo.

Come Visitare: Pellegrinaggio ed Esplorazione
Visitare il Santuario di San Matteo significa intraprendere un doppio viaggio: interiore e nella storia. Il luogo è perfettamente inserito nel contesto del pellegrinaggio garganico.
- **Per i Pellegrini**: Il santuario è una tappa ideale lungo il percorso che porta a Monte Sant’Angelo. È un luogo di sosta, preghiera e ristoro per lo spirito, dove sostare davanti all’Evangelista prima di raggiungere l’Arcangelo.
- **Per gli Appassionati di Storia e Arte**: La visita al museo e alla chiesa offre uno spaccato unico sulla storia religiosa e artistica della Puglia. La vicinanza a siti come la Grotta di San Michele a Cagnano Varano o lo stesso centro storico di San Marco in Lamis permette di costruire un itinerario ricco e variegato.
- **Per gli Amanti della Natura**: La posizione nella Valle dello Starale invita a brevi escursioni nei dintorni, per ammirare il paesaggio aspro e suggestivo del Gargano.

Curiosità e Tradizioni
- **Il Doppio Nome**: Per un periodo, il monastero fu conosciuto contemporaneamente come “San Giovanni o San Matteo”, segno della transizione tra i due culti. Una curiosità storica che rivela la stratificazione delle devozioni.
- **San Matteo, l’Evangelista Esattore**: Ricordare che Matteo, prima della chiamata di Gesù, era un esattore delle tasse (pubblicano), rende la sua figura particolarmente vicina a una regione di passaggio e commerci come la Puglia. La sua trasformazione in apostolo è un potente simbolo di redenzione.
- **Festa Patronale**: La festa di **San Matteo Apostolo** si celebra il **21 settembre**. In questa occasione, il santuario diventa il cuore di celebrazioni solenni, processioni e un momento di grande partecipazione popolare, ideale per vivere la devozione autentica di questo luogo.
Il Santuario di San Matteo Apostolo attende i visitatori non solo come meta, ma come compagno di viaggio in un percorso attraverso la fede, l’arte e la storia di una terra, la Puglia, da sempre crocevia di popoli e spiritualità.





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