Santuario di San Saturnino: Un Pellegrinaggio nella Roma Sotterranea
Immerso nel silenzio della campagna romana, lungo l’antica via Salaria, sorgeva un tempo il Santuario di San Saturnino, un luogo di culto e memoria oggi scomparso ma dalla storia affascinante. Questo santuario era il cuore devozionale del complesso cimiteriale di Trasone, un’area sacra che custodiva le spoglie di numerosi martiri. Un viaggio alla sua scoperta รจ un’avventura nella Roma paleocristiana, tra ruderi nascosti e catacombe perdute, che parla di fede, esilio e martirio.
Storia e Origini del Santuario
La storia del santuario affonda le sue radici nel IV secolo, essendo attestato per la prima volta nella Depositio martyrum del 354. Il fulcro del culto era la tomba del santo martire Saturnino, situata all’interno di una basilica costruita sopra la catacomba di Trasone.
La figura di Saturnino รจ storicamente avvalorata dalle lettere di San Cipriano di Cartagine. Originario dell’Africa, Saturnino fu torturato per la sua fede a Cartagine durante la persecuzione dell’imperatore Decio nel 250. Giunto in esilio a Roma, fu accolto dalla comunitร cristiana locale, per poi subire, probabilmente, il martirio sotto Decio o Valeriano. La sua vicenda umana di esule e testimone della fede era cosรฌ nota che lo stesso Papa Damaso le dedicรฒ un carme epigrafico posto presso la sua sepoltura, un vero e proprio “ex voto” poetico.
La basilica fu oggetto di cure papali: venne restaurata da Papa Adriano I nel VIII secolo e successivamente abbellita con pitture da Papa Gregorio IV intorno all’828. Il santuario rimase meta di pellegrinaggio almeno fino alla fine del XIII secolo, come testimonia una bolla di Papa Nicolรฒ IV che nel 1289 concedeva indulgenze ai visitatori nel giorno della festa del martire.
L’Architettura e le Tracce Scomparse
Purtroppo, oggi non resta nulla del santuario in superficie, ma le descrizioni di antichi esploratori ci permettono di immaginarlo. Le uniche notizie ci giungono da Antonio Bosio, il pioniere dell’archeologia cristiana, che nel 1594 ne vide i resti a circa 1200 metri da Porta Salaria.
- **Struttura**: La chiesa misurava circa 12 metri di lunghezza ed era dotata di una **tribuna semicircolare**. All’interno, una scala conduceva direttamente nella catacomba sottostante.
- **Decorazioni**: La volta della chiesa era splendidamente decorata con **racemi vitinei in stucco**, un simbolo eucaristico ricorrente nell’arte paleocristiana.
- **Ubicazione**: La sua posizione รจ rilevabile in una pianta del 1551 del Bufalini, dove compare con la didascalia “S.CITRINA”, probabile storpiatura del nome Saturnino.
L’accesso alle catacombe sottostanti rendeva questo luogo un perfetto esempio di santuario martiriale “a memoria”, dove i fedeli potevano scendere fisicamente per pregare presso la tomba del santo.
Tradizioni, Traslazioni e Declino
La devozione per San Saturnino fu viva per secoli e portรฒ anche alla traslazione delle sue reliquie. Sappiamo che Papa Sergio II (844-847) trasferรฌ alcune di esse, insieme a quelle del compagno di martirio Sisinnio, nella chiesa di Santa Maria Dominae Rosae.
Altre reliquie furono portate, in data imprecisata, nella basilica dei Santi Giovanni e Paolo al Celio, dove furono ufficialmente ricognite nel 1726 dal cardinale Paolucci. La cura del santuario era affidata a un monastero di Benedettini, almeno nel XIII secolo.
Tuttavia, il destino del santuario fu segnato dall’abbandono. Giร nel Catalogo di Torino (1313 circa) si legge una frase che ne sancisce la fine: “l’ecclesia Sancti Saturnini non habet servitorem” (la chiesa di San Saturnino non ha piรน un custode). Il tempo e l’oblio hanno cosรฌ completamente cancellato le sue strutture.
Come Visitare e Percorrere la Storia
Sebbene il santuario non esista piรน, il suo spirito e la sua storia possono essere rivissuti in un pellegrinaggio ideale e nella ricerca storica.
- **Luogo dell’Antico Santuario**: L’area si trovava lungo la **via Salaria antica**, a sinistra della strada uscendo da Porta Salaria. Oggi รจ una zona urbanizzata, ma camminare in quei luoghi permette di immaginare il paesaggio che videro i pellegrini medievali.
- **Le Reliquie**: Per pregare sulle spoglie del martire, ci si puรฒ recare alla **Basilica dei Santi Giovanni e Paolo al Celio**, uno dei luoghi piรน suggestivi del Celio, dove sono conservate le reliquie traslate.
- **Avventura nella Storia**: La ricerca delle tracce del santuario รจ un’avventura per appassionati. Incrociare le antiche mappe (come quella del Bufalini) con la topografia moderna รจ un modo emozionante per scoprire la stratificazione della storia di Roma.
Curiositร e Leggende
La Passio di Saturnino, contenuta nelle Gesta Marcelli (V-VI secolo), racconta una storia avvincente. Saturnino, ormai anziano, e il suo compagno Sisinnio furono costretti a lavorare alla costruzione delle Terme di Diocleziano. Condannati a morte per la loro fede, furono decapitati sulla via Nomentana. I loro corpi furono poi pietosamente raccolti e sepolti da un certo Trasone nel suo fondo lungo la via Salaria, dando origine al cimitero e al successivo santuario.
Questa narrazione, sebbene agiografica, collega il santuario a uno dei monumenti piรน imponenti di Roma, le Terme di Diocleziano, e dipinge un quadro vivido della Roma tardo-antica, tra persecuzioni e atti di coraggiosa caritร cristiana.





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