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    Santuario di Santa Maria a Pugliano: Un Viaggio tra Storia e Devozione alle Falde del Vesuvio

    Il Santuario di Santa Maria a Pugliano, incastonato alle pendici del Vesuvio, è un luogo di fede e arte le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Un viaggio in questo luogo sacro è un’immersione nella storia, un pellegrinaggio che tocca il cuore della devozione mariana campana.

    Storia Millenaria e Origini Avvolte nel Mistero

    Le prime testimonianze scritte del santuario risalgono all’XI secolo. Un documento prezioso, un testamento del 15 novembre 1076, ci rivela che una matrona romana lasciò dei beni alla chiesa di Santa Maria a Pugliano, prova tangibile che già allora il luogo era rinomato e frequentato. Ma la sua storia potrebbe essere ancora più antica.

    Una suggestiva leggenda narra che lo stesso San Pietro, durante i suoi viaggi, sia passato da queste terre, allora chiamate Resina, convertendo molte persone tra cui un tale Ampellone. Quest’ultimo avrebbe costruito un oratorio dedicato alla Vergine, chiamata perciò “Madonna di Ampellone”. Nel corso dei secoli, per una corruzione fonetica, il nome sarebbe poi diventato “Santa Maria di Pugliano”. Sebbene gli storici moderni abbiano smentito questa relazione linguistica, la leggenda contribuisce al fascino mistico del luogo. L’ipotesi più accreditata è che il termine “Pugliano” derivi dal latino e indichi il fondo su cui sorse il santuario, probabilmente di proprietà di un antico possidente romano.

    Fra il XII e il XIII secolo, il santuario visse un periodo di grande splendore. È di questo periodo la realizzazione della nuova e venerata statua della Madonna delle Grazie, che sostituì un’antica icona bizantina. In questi anni la chiesa ottenne anche l’indipendenza dal monastero di San Sebastiano e ricevette doni preziosi, come un messale in lettere gotiche da parte di Carlo II d’Angiò alla fine del Duecento.

    Veduta esterna del Santuario di Santa Maria a Pugliano

    L’Architettura e i Tesori Artistici

    L’aspetto attuale del santuario è il risultato di importanti trasformazioni architettoniche. Nel 1547, l’edificio gotico originario fu sostituito da uno stile barocco, e furono innalzate due splendide cupole maiolicate: una sopra l’altare maggiore e un’altra sulla cappella dello Spirito Santo. Nel 1860, una delle quattro arcate del portico esterno venne murata, modificando ulteriormente la facciata.

    Il cuore della devozione è la statua della Madonna delle Grazie, anche conosciuta come Madonna del Latte. Questa scultura lignea, alta 1,46 metri e databile tra la fine del XII e gli inizi del XIII secolo, è un capolavoro di arte sacra. Raffigura la Vergine seduta mentre, con tenera dolcezza, porge il seno al Bambino Gesù, che si regge in piedi sul suo ginocchio.

    • **Descrizione della Statua**: La Vergine indossa una veste verde decorata con motivi floreali dorati e un manto dorato che le copre le ginocchia. Un velo, trattenuto da una corona, le scende sulle spalle. Sia la Madonna che il Bambino hanno i capelli biondi e ondulati, la carnagione scura e la fronte scoperta. Il Bambino, oltre ad aggrapparsi alla Madre, regge nella mano sinistra una sfera. I tratti stilistici, come l’ampia curva del drappeggio e le pieghe incise sul gomito, rimandano alle maestranze del Trecento.
    Interno del Santuario di Santa Maria a Pugliano

    Tra i tesori più antichi conservati vi è anche un dipinto bizantino del IX secolo, che rappresenta la Madonna con il Bambino in posizione frontale su fondo oro, testimonianza della venerazione antichissima per l’icona mariana in questo luogo.

    Pellegrinaggio, Indulgenze e Tradizioni

    Fin dal Medioevo, il santuario è stato meta di un’intensa affluenza di fedeli, attratti anche dalla possibilità di ottenere indulgenze. I pontefici hanno sempre guardato con favore a questo luogo sacro:

    • Nel 1375, gli originali dei documenti delle indulgenze furono depositati presso la curia arcivescovile di Napoli.
    • Papa Gregorio XIII, con una bolla del 13 giugno 1579, confermò tutte le antiche indulgenze e concesse l’indulgenza plenaria nel primo venerdì di marzo, nella festività della Vergine e della Pasqua.
    • Nel 1959, il cardinale Alfonso Castaldo concesse trecento giorni di indulgenza a chi visitava il santuario durante il **novenario dell’Assunta** (6-14 agosto).
    • Nel 1962, Papa Giovanni XXIII concesse l’indulgenza plenaria a tutti i fedeli che avessero visitato il santuario nel corso dello stesso novenario.

    Questa tradizione rende il periodo di metà agosto particolarmente vivo e suggestivo per un’esperienza di pellegrinaggio autentica.

    Dettaglio artistico all'interno del Santuario

    Curiosità e Spunti per la Visita

    La storia del santuario è intrecciata con quella del territorio vesuviano. I due antichi sarcofagi romani del periodo degli Antonini, riadattati ad altari nel santuario stesso, sono una testimonianza unica del riutilizzo di materiali antichi in contesti cristiani. Uno di questi fu fatto sistemare da un certo Grausone, personaggio della corte del duca di Napoli Sergio, a metà dell’XI secolo.

    Un tempo, alle pareti della chiesa pendevano numerosi ex voto – tavolette dipinte o lamine con iscrizioni – lasciati dai fedeli in segno di gratitudine per le grazie ricevute, a testimonianza di una devozione popolare viva e sentita.

    Per una visita più avventurosa, esplorare i dintorni del santuario significa immergersi nella storia della città di Ercolano, sorta sulle ceneri dell’antica Herculaneum sepolta dal Vesuvio. Dalla spiritualità del santuario si può passare alla scoperta degli scavi archeologici, uno dei siti più affascinanti al mondo, per un viaggio nel tempo che unisce fede, storia e archeologia.

    Altro dettaglio interno del Santuario

    Il Santuario di Santa Maria a Pugliano non è solo un monumento, ma un luogo vivo di fede e memoria, custode di secoli di preghiera e arte, che aspetta di essere scoperto da pellegrini e visitatori in cerca di bellezza e spiritualità.



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