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Santa Maria del Castellonchio

Piccolo edificio in pietra ora intonacato, mononavato ora adibito a luogo di conservazione per la raccolta degli ex voto lasciati dai fedeli. Nel 1907 fu costruita a nuova chiesa, che fu orientata in senso opposto all’antica alla quale, però, è collegata dalla sacrestia. L’architettura del nuovo edificio è semplice ed austera, ha un’unica navata ed il tetto a capriate. Il presbiterio è chiuso da una balaustra, che nel 1948 sostituì quella originale in legno.Descrizione: Affresco del tardo quattrocento raffigurante la Madonna della Misericordia fra i santi Rocco e Sebastiano. Sopra le loro figure vi è il titolo Salus Infirmorum, salute degli infermi, ammalati, speranza dei sofferenti per il quale la Madonna è venerata. Per secoli sino al 1910 l’affresco era posto sulla parete di fondo del vecchio santuario, sopra l’unico altare. Entrata in uso: nell’anno 1450 Immagine: Dipinto
Tipologia degli ex voto: Tavolette o lamine con iscrizioni, Tavolette dipinte, Oggetti vari Conservazione attuale: sono raccolte nel vecchio santuario, piccolo edificio, ora chiuso, retrostante il santuario moderno.

Si racconta che la devozione alla Madonna risale alla sua apparizione miracolosa; sembra infatti che nella località Le Selve ad alcuni pastori apparve miracolosamente la Madonna. Il fatto si ripetè tre volte ed i pastori allora portarono in processione un’immagine della vergine dal luogo dell’apparizione alla chiesa parrocchiale. Inspiegabilmente però questa immagine veniva poi ritrovata sulla quercia dove era apparsa. In seguito la Madonna comparse in sogno ad un’inferma ed a questa espresse il desiderio che le venisse eretta una chiesa nel luogo dove l’otto agosto avrebbe nevicato. Tutto si avverò, ma per erigere la chiesa si dovette abbattere la quercia sulla quale era apparsa la Madonna. Dal ceppo reciso sgorgò miracolosamente dell’acqua, che ancora oggi alimenta le fontanelle sottostanti la chiesa. Con la chiusura del convento e la nomina di un cappellano, Santa Maria del Castellonchio tornò di nuovo, come già documentato nel 1664, sotto la giurisdizione del vescovo diocesano, che ogni qualvolta compiva la visita pastorale a Graffignano visitava anche il santuario. i Francescani ressero la chiesa fino al 1652, quando il papa Innocenzo X (1644-1655) con la costituzione Instaurandae ne stabilì la chiusura, infatti in occasione del giubileo del 1650 aveva emanato un decreto riguardante la soppressione di molte piccole comunità religiose. Il santuario venne affidato a un cappellano che doveva coadiuvare il parroco nella cura delle anime ed officiare nella chiesetta del Castellonchio. Risulta che nel 1585 i frati Francescani, che da poco officiavano il nuovo convento di Santa Maria Apparuta, a Graffignano fecero richiesta al vescovo di Bagnoregio, Tommaso Sperandio De Corbellis di Fano (1581-1590) di essere investiti del beneficio della chiesa. Latore della richiesta era fra Cornelio, guardiano del convento dell’Apparuta.

01020 Graffignano VT, Italy
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