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  • Santa Maria del Preval

    Il Santuario di Santa Maria del Preval: Un Faro di Fede e Rinascita sul Collio

    Veduta del Santuario di Santa Maria del Preval

    Un luogo di confine, di silenzio e di rinascita. Il Santuario di Santa Maria del Preval, abbarbicato sulle verdi colline del Collio, custodisce una storia secolare di devozione, distruzione e miracolosa ricostruzione. Più di una semplice chiesa, è un simbolo di resilienza per la comunità locale e una meta di pellegrinaggio per chi cerca pace e spiritualità.

    Storia e Leggende di Fondazione

    La storia documentata del santuario inizia nel 1499, con un curioso richiamo ufficiale al pievano di Mossa, che si rifiutava di andare a celebrare la messa nella chiesa di “Santa Maria in Prevallo” nelle solennità mariane. Questo ci dice quanto fosse già radicato il culto in questo luogo isolato.

    Le origini, però, si perdono nella leggenda e nella fede popolare. La tradizione orale narra di due eventi prodigiosi che spinsero alla costruzione della chiesa:

    • Il ritrovamento miracoloso di una **statua della Madonna in un cespuglio**. Portata nella chiesa plebanale di Mossa, la statua sarebbe misteriosamente ritornata sul luogo del ritrovamento, un segno chiaro della volontà della Vergine di essere venerata lì.
    • L’apparizione di una **luce straordinaria** proveniente dal monte Montesanto, che illuminava un preciso quadrato di terra, indicando il punto esatto dove edificare il luogo sacro.

    Queste narrazioni, tramandate per secoli, sono il cuore della devozione che ha animato questo luogo, nato come chiesa di servizio per gli abitanti più distanti della Pieve di Mossa.

    L’Architettura: Tra Distruzione e Rinascita Filologica

    L’edificio si presenta come una struttura rettangolare con abside poligonale. Dalle descrizioni pervenute, sappiamo che era dotato di un portico, due campane e due altari, uno dei quali era esterno, collocato proprio sotto il portico per le celebrazioni all’aperto. Dal 1593 è attestata la presenza di un cimitero annesso.

    Il suo aspetto cambiò radicalmente nella prima metà del Settecento, grazie a un considerevole ampliamento promosso dal barone Agostino Codelli, un mecenate che ridisegnò il volto religioso della zona e ottenne da Maria Teresa d’Austria il diritto di patronato sulla Pieve di Mossa.

    Il Novecento portò prove durissime: durante la Prima Guerra Mondiale la chiesa fu inglobata nel perimetro di una polveriera, ma il colpo più grave arrivò con un bombardamento nella Seconda Guerra Mondiale che la mutilò gravemente. Una ricostruzione post-bellica, purtroppo, aggiunse strutture poco armoniose con l’originale, e il santuario cadde in un lento abbandono.

    La vera rinascita avvenne a partire dal 1990, quando un comitato di cittadini si fece promotore della riscoperta del luogo e della festa del “Perdon del Preval”. Dopo la visita apostolica di Papa Giovanni Paolo II in regione, un rinnovato interesse portò a un intervento di restauro filologico, che ha ripristinato il santuario secondo la tipologia settecentesca, cancellando le aggiunte inappropriate e restituendogli la sua antica dignità.

    La Statua Miracolosa e la Devozione

    Cuore del santuario è la venerata statua della Madonna col Bambino, un capolavoro di devozione popolare.

    • **Datazione e Scuola**: Risale al XV secolo ed è attribuibile alla scuola scultorea tolmezzina, nota per la sua arte lignea.
    • **Descrizione**: Raffigura la **Madonna seduta su uno sgabello** che, con la mano destra, sorregge teneramente il Bambino e, con la sinistra, uno scettro. Indossa un abito e un velo di foggia medievale, con un mantello dorato all’esterno e blu all’interno. Il **Bambino Gesù**, coperto solo da fasce dorate, regge nella manina la sfera del mondo.

    Questa statua è l’oggetto tangibile delle leggende di fondazione e il fulcro di secoli di preghiera, come testimoniano gli ex voto (tavolette dipinte, lamine con iscrizioni) che nel tempo i fedeli hanno lasciato in segno di grazia ricevuta.

    Come Visitare e Tradizioni

    Il santuario è una chiesa filiale della Pieve di Mossa, e la sua cura spirituale è sempre spettata, probabilmente fin dalla fondazione, al pievano di quella comunità.

    Il Perdono del Preval: La festa principale, rinnovata dal 1990, è un evento centrale per la comunità, un momento di incontro, preghiera e riconciliazione.

    L’Indulgenza Plenaria: A testimonianza della sua importanza spirituale, nel 1994 Papa Giovanni Paolo II concesse l’indulgenza plenaria a chi visita il santuario nelle feste principali o in occasione di particolari pellegrinaggi. Questo rende il Preval una meta privilegiata per i credenti.

    Un’Esperienza di Pellegrinaggio: Visitare il Preval oggi significa percorrere le strade del Collio, tra vigneti e borghi, per raggiungere un luogo che è sopravvissuto alla storia. È un’occasione per pregare davanti all’antica statua, riflettere sulla capacità di rinascita della fede e godere di un panorama che invita al silenzio e all’interiorità.

    Curiosità e Spunti di Ricerca

    • **Il Mistero della Collocazione**: Per ragioni di sicurezza, la collocazione attuale di alcuni ex voto e della statua stessa non viene divulgata, aggiungendo un velo di mistero alla visita.
    • **Tra le Pievi del Collio**: Il santuario può essere inserito in un affascinante itinerario di scoperta tra le chiese e le pievi storiche del Collio goriziano, un viaggio nella storia e nell’arte sacra di confine.
    • **Le Visite Pastorali**: I resoconti delle visite pastorali (come quelle del 1570, 1593 e 1753) ci permettono di ricostruire la vita e le trasformazioni di questo luogo nel corso dei secoli, un vero e proprio viaggio nel tempo per appassionati di storia locale.

    Il Santuario di Santa Maria del Preval non è solo un monumento, ma una testimonianza viva di come la fede di una comunità possa curare le ferite della storia e ridare luce a un luogo simbolo di pace e devozione.



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