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Santa Maria della Consolazione

La chiesa era collegata con il vicino Arciospedale sorto anch’esso nel 1470.Descrizione: Rappresenta la Vergina seduta con il bambino in piedi sulle ginocchia in atto di benedire e sorreggere il globo. Secondo alcuni sarebbe opera di Antoniazzo da Romano Immagine: Dipinto
Tipologia degli ex voto: Oggetti di oreficeria, Figurine antropomorfiche

Il nobile romano Giordanello degli Alberini in attesa di venire giustiziato nominò erede nel suo testamento il figlio Giacomo con l’onere di impiegare due fiorini d’oro per far dipingere un’immagine della Madonna da porsi ante furcas et locum iustitie (il testamento è riportato in Montenovesi 1942 ed è conservato nell’Archivio di Stato) allo scopo di consolare i condannati che dovevano essere giustiziati. Fu penta, stando a quanto ci riporta il cronista Stefano Infessura, in una costa di muro appresso Santa Maria delle Grazie de sotto al monte di Campitoglio (sul muro cioè presso la chiesa di santa Maria delle Grazie nel rione Campitelli oggi scomparsa vd. scheda). Quella icona circa un secolo dopo (il 26 giugno del 1470) sarebbe stata protagonista di un fatto prodigioso: un giovane innocente, che era stato costretto a confessare un omicidio sotto tortura, fu condannato alla pena dell’impiccagione. Passandovi dinanzi alzò gli occhi implorando la Vergine della Consolazione, mentre la madre inginocchiata di fronte all’icona chiedeva la grazia. Il giovane sopravvisse all’impiccagione e raccontò che il suo corpo fu sostenuto da una donna bellissima. Questo evento miracoloso si trova narrato in opere seicentesche: Fanucci, Bombelli e Piazza. Secondo i medesimi scrittori la notizia del prodigio fece il giro di Roma e iniziò un intenso pellegrinaggio all’edicola mariana. La Confraternita della vicina chiesa di S. Maria della Grazie con gli aiuti della famiglia Della Rovere e in particolare del pontefice Sisto IV, eresse una piccola chiesa che fu consacrata il 3 novembre 1470 come ci testimonia ancora una volta l’Infessura che scrive: la imagine della Nostra Donna vergine Maria […] cominciò ad fare miracoli; et depò perseverando in nelli detti miracoli a chi divotamente sì li raccomannava, li fu fatta la eclesia, come si vede, et fu chiamata la Madonna della Consolazione […] et la detta ecclesia fu consecrata eodem anno a dì 3 di novembre. Sempre in quell’anno fu istituita la Confraternita della Consolazione che amministrava anche l’omonimo ospedale. Nel 1506 con la fusione dei tre ospedali di Santa Maria delle Grazie, Santa Maria in Portico e Santa Maria della Consolazione anche la confraternita cambiò denominazione (Confraternita di S. Maria in Portico, delle Grazie e della Consolazione) acquisendo nel 1585 il titolo di Arciconfraternita. Essa deteneva la cura del santuario oltre che dei vicini ospedali. Nel corso secoli successivi la chiesa si amplia grazie a donazioni per altrettante cappelle private di Antonia Mattei Soderini, Francesco Santacroce, Sigismondo Dondoli, Andrea Pelucchi. Nel 1583 l’arciconfraternita decide di edificare un nuovo altare per ospitare l’immagine della Vergine della Consolazione che fino ad allora era posta sulla parete al lato del vangelo. L’opera, disegnata da Giacomo della Porta e patrocinata dal card. Riario, fu terminata nel 1585. Nel 1600 dopo la riedificazione della chiesa venne dato nuovo impulso alla devozione tanto che il Fanucci poteva scrivere nel 1601: a tutti concede miracolosamente infinite grazie; et come vera madre di consolatione, consola tutti quelli, che con pura fede ricorrono a domandare il suo aiuto (Fanucci, p. 192). Nel 1876 fu demolita la vicina chiesa di Santa Maria delle Grazie e l’omonima icona fu posta all’interno della chiesa in una apposita cappella. Alla metà del XIX secolo fu anche posta in un’altra cappella una copia della Madonna di S. Maria in Portico. La leggenda di fondazione è pubblicata in opere seicentesche quali il Fanucci, il Bombelli e il Piazza. Nel 1634 il Capitolo di San Pietro in Vaticano sancisce l’incoronazione della Madonna della Consolazione che viene effettuata da Alessandro Sforza il 7 dicembre di quell’anno. Il 2 settembre 1666 con breve pontificio Alessandro VII dispose che nel giorno della festa annuale il Comune offrisse alla chiesa calice e patena d’argento e quattro torce di tela. Con la bolla Licet ex debito del 7 marzo 1585 Sisto V concesse all’arciospedale l’indulgenza plenaria. Nel 1506 con la fusione dei tre ospedali di Santa Mara delle Grazie, Santa Maria in Portico e Santa Maria della Consolazione anche la confraternita cambiò denominazione (Confraternita di S. Maria in Portico, delle Grazie e della Consolazione) acquisendo nel 1585 il titolo di Arciconfraternita. Essa aveva l’incarico di fare assistenza spirituale e materiale presso l’ospedale e la cura delle tre chiese. Provvedeva inoltre al servizio liturgico. Lo statuto fu compilato solo nel 1644. La chiesa fu costruita grazie a un lascito del card. Alessandro Riario, ricordao da una lapide.

Rione X Campitelli, 00186 Roma, Italy
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