Santa Maria della Gloriosa: Un Santuario Millenario tra Storia e Devozione
Nascosto tra le dolci colline della Basilicata, il Santuario di Santa Maria della Gloriosa a Montemilone è un luogo di fede che racchiude secoli di storia, arte e tradizione. Un viaggio in questo luogo sacro è un’esperienza che unisce la spiritualità del pellegrinaggio alla scoperta di un’architettura romanica di rara bellezza, custode di una devozione mariana profondamente radicata.
Storia e Origini del Santuario
Le origini del santuario si perdono nella notte dei tempi e sono avvolte in un affascinante mistero. Secondo una radicata tradizione locale, il culto in questo luogo fu introdotto da una comunità di monaci italo-greci, fuggiti dalle persecuzioni iconoclaste in Oriente. Questi monaci avrebbero scavato anguste celle nella collina, dando vita a un insediamento eremitico (lauriotico) incentrato su una grotta in cima all’altura, forse inizialmente dedicata a San Lorenzo. La stessa valle circostante, chiamata “Valle dei Greci”, sembra confermare questa antica presenza bizantina.
La storia documentata del santuario si intreccia con quella della potente Abbazia benedettina di Banzi. Il luogo di culto è identificabile con la chiesa di “S. Maria de Incluso” o “Recluso”, citata in numerosi documenti dell’abbazia già dall’XI secolo. Pur tra carte a volte di dubbia autenticità, il legame con Banzi è confermato da bolle papali e reali nei secoli successivi, che ne sancirono il possesso ai monaci.
Tra il XV e il XVI secolo, il santuario vide l’insediamento di una piccola comunità di Carmelitani, come testimoniato dall’intitolazione a “Santa Maria del Carmine” riscontrata in documenti settecenteschi. Tuttavia, nel 1729 la comunità risultava estinta e il santuario fu unito alla parrocchia di Montemilone.
La Leggenda del Ritrovamento Miracoloso
La devozione per la Madonna della Gloriosa è legata a una bellissima leggenda che parla di fede e di un segno divino. Si narra che, prima di fuggire, i monaci nascosero una statua della Vergine in una nicchia scavata nella roccia. La statua fu ritrovata secoli dopo da due mandriani, uno di Montemilone e l’altro di Minervino Murge. Ognuno voleva portare il sacro simulacro nel proprio paese. Per risolvere la disputa, decisero di affidarsi alla volontà della Madonna, ponendo la statua su un carro trainato da buoi lasciati liberi di scegliere la strada. I buoi, giunti al bivio, non presero nessuna delle due vie ma, miracolosamente, tornarono al punto esatto del ritrovamento. Fu lì, in quel luogo scelto dalla Vergine stessa, che i fedeli decisero di costruire il santuario.
Architettura e Opere d’Arte
Il santuario che ammiriamo oggi è un gioiello di architettura religiosa medievale. La sua pianta a tre navate absidate, impostate su pilastri, ripropone in scala ridotta lo schema della maestosa abbaziale di Banzi, riconducendolo all’ambito benedettino cassinese-campano. La datazione della struttura è probabilmente da collocare tra la fine dell’XI e la prima metà del XII secolo, con un’iscrizione (oggi perduta) che ne attestava forse la fondazione nel 1103.

La facciata, sobria ed elegante, presenta un portale con arco ribassato e un bel rosone ottagonale. All’interno, una scoperta affascinante attende i visitatori più attenti: ad una quota più bassa, inglobata nelle fondamenta, si trova l’antica grotta scavata nell’arenaria che fu probabilmente il primo nucleo di culto. La chiesa ha subito modifiche nel tempo: la facciata e il campanile a vela risalgono al Settecento, mentre coperture e volte sono state rifatte in tempi recenti.
Il Tesoro del Santuario: La Statua della Vergine
Il cuore della devozione è la miracolosa statua lignea della Madonna col Bambino. L’opera, di raffinata fattura, risale a un periodo compreso tra la fine del Duecento e la metà del Trecento ed è un bellissimo esempio della cultura artistica tardomedievale lucana.
La Vergine è raffigurata seduta in trono, con il Bambino sulla gamba sinistra. Gesù, con un gesto dolce e solenne, benedice con la destra e con la sinistra regge un cartiglio che reca la scritta: “Ego sum lux mundi” (“Io sono la luce del mondo”). La Madonna, avvolta in una tunica azzurra, solleva la mano destra, che in origine reggeva un globo. Le vesti, dipinte di rosso con bordature dorate, e il trono decorato con pomi e archetti, conferiscono all’insieme una maestosa sacralità.

Tradizioni, Ex Voto e Devozione Popolare
La storia del santuario è anche la storia della fede semplice e grata dei suoi devoti. Un tempo, le pareti interne erano ricoperte da una commovente raccolta di ex voto, testimonianza tangibile delle grazie ricevute per intercessione della Madonna. Una lettera del 1937 descrive un quadro vivido: affreschi ricoperti da “calzoni imbottiti di paglia, scarpe dei reduci della guerra, quadri e quadretti, camicette e calzoncini di bambini… Tutti ex voti”. Oltre a questi oggetti di devozione popolare, i fedeli hanno sempre donato anche preziosi oggetti di oreficeria. Purtroppo, questa raccolta è oggi dispersa, ma la memoria di quella fede vissuta rimane parte integrante del luogo.
Come Visitare e Informazioni Utili
Una visita al Santuario di Santa Maria della Gloriosa è un’esperienza che va oltre il semplice tour. È un’opportunità per:
- **Esplorare** un’architettura romanica di stampo benedettino.
- **Scoprire** le tracce della grotta originaria e immaginare la vita dei primi monaci eremiti.
- **Pregare** davanti alla venerata statua medievale della Madonna.
- **Camminare** nella suggestiva “Valle dei Greci”, respirando la storia e il silenzio che avvolge il luogo.
Per organizzare al meglio la tua visita, ti consigliamo di:
- Contattare la Parrocchia di Montemilone per verificare gli **orari** di apertura, che possono variare.
- Approfittare della visita per esplorare il borgo di Montemilone e il suo territorio.
- Partecipare alle celebrazioni in onore della Madonna della Gloriosa, momento di grande fervore per la comunità locale.
Il Santuario di Santa Maria della Gloriosa attende pellegrini e visitatori per offrire un momento di pace, un tuffo nella storia e un incontro con una devozione antica e ancora viva.





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