Santa Maria Odigitria al Tritone: Un Santuario Siciliano nel Cuore di Roma
Nel cuore della Roma barocca, a due passi dalla celebre Fontana di Trevi, si nasconde un gioiello di devozione e storia: il Santuario di Santa Maria Odigitria al Tritone. Questo luogo sacro, voluto dalla comunità siciliana residente nella capitale, custodisce secoli di fede, arte e tradizioni che intrecciano le storie di Roma e della Sicilia. Scopriamo insieme la sua affascinante vicenda.

Storia e Origini del Santuario
La storia del santuario inizia nel settembre del 1593, quando un gruppo di siciliani guidati dal prete Paolo Ciccio, riuniti nella chiesa di San Leonardo, fondarono un’Arciconfraternita in onore della Vergine Odigitria. Questa devozione aveva radici profonde in Sicilia, dove l’icona mariana era venerata da secoli.
Con uno slancio di fede straordinario, i confratelli vollero subito dare una degna casa alla loro devozione. In soli tre anni eressero una chiesa con annesso ospizio, che fu solennemente aperta al culto il 15 agosto 1596. La struttura originale si presentava come un’aula con due cappelle per lato.
Il legame con la patria d’origine si rafforzò nel 1710, quando la chiesa ottenne dal Viceré di Sicilia il prestigioso titolo di “regia”, e la facciata poté fregiarsi dello stemma reale.
Un capitolo drammatico si aprì nel 1799, durante l’occupazione francese di Roma. Le truppe napoleoniche saccheggiarono la chiesa, distruggendo gran parte delle suppellettili e delle opere d’arte. I beni furono addirittura incamerati dall’ospedale di San Giovanni. Solo nel 1804 i confratelli rientrarono in possesso dell’edificio, decidendo di ricostruirlo. I lavori, iniziati nel 1814, portarono alla riapertura al culto il 21 maggio 1817, mentre la decorazione interna fu completata nel 1840.
L’Architettura e le Opere d’Arte
Dopo la distruzione del 1799, la riedificazione fu affidata all’architetto Francesco Manno. La scelta fu significativa: il progetto di Manno, che prevedeva una ristrutturazione dell’aula in forma quadrata, fu preferito a quello di Melchiorre Passalacqua, che intendeva invece ripristinare l’originaria struttura circolare della chiesa. L’aspetto attuale del santuario rispecchia quindi questa visione neoclassica.
Il cuore spirituale del santuario è l’icona mariana. Sull’altare maggiore oggi si trova una copia donata nel 1972 dal Patriarca ortodosso di Costantinopoli Atenagora I. Questa immagine è una riproduzione fedele dell’icona di Santa Maria Odigitria conservata a Santa Sofia a Costantinopoli.
L’antica immagine votiva, che raffigura una Madonna con Bambino ed è copia dell’icona di Santa Maria d’Itria di Costantinopoli conservata a Palermo (tradizionalmente attribuita a San Luca Evangelista), è oggi custodita in sacrestia.

Devozione, Miracoli e Ex Voto
La storia del santuario è costellata di segni di una devozione popolare vivissima e gratitudine per grazie ricevute. Già nella visita pastorale del 2 marzo 1626 si attestava la presenza, ai lati dell’altare, di “votivae tabellae, ac argentea vota progratiis receptis” (tavolette votive e offerte d’argento per grazie ricevute).
Una testimonianza preziosa ci viene da Raffaele Bombelli, che nel 1792 documentò come i soprintendenti della chiesa avessero presentato un rapporto giuridico al Reverendo Capitolo sui miracoli attribuiti all’intercessione della Vergine, in occasione della supplica per l’incoronazione dell’immagine nel 1649.
Purtroppo, la maggior parte di questo patrimonio di fede, comprese le quattro tavole piene di ex voto ancora presenti sopra l’altare maggiore nel 1824, andò distrutta nel saccheggio del 1799. Oggi si conservano alcuni commoventi cuori d’argento presso la statua di Gesù Nazareno, silenziosa testimonianza di antiche promesse e ringraziamenti.

Privilegi Spirituali e Indulgenze
Il santuario fu arricchito nel tempo da importanti privilegi spirituali concessi dai Pontefici, a testimonianza della sua rilevanza:
- Con bolla del **5 febbraio 1594**, Papa **Clemente VIII** concesse l’indulgenza a tutti i confratelli.
- Nel **1622**, Papa **Gregorio XV** concesse l’altare privilegiato quotidiano perpetuo, confermato poi da Papa **Benedetto XIV** il 16 agosto 1744.
- Nel **1830** fu concessa l’**indulgenza plenaria** durante tutte le feste della Madonna e nei venerdì di marzo.
- Papa **Urbano VIII**, con breve del 21 agosto 1621, concesse l’indulgenza plenaria all’altare di **Santa Rosalia**, la vergine palermitana, il giorno della sua festa, il 4 settembre.
L’Arciconfraternita e la sua Organizzazione
L’Arciconfraternita di Santa Maria Odigitria dei Siciliani in Roma fu istituita ufficialmente il 5 febbraio 1594 da Papa Clemente VIII con la bolla Pastori Aeterni, che concedeva anche il privilegio del Cardinale Protettore.
Lo statuto, ultimato nel 1629 e stampato nel 1672, rimase in vigore fino al 1832. L’organizzazione era articolata e rigorosa:
- Il **Cardinale Protettore** partecipava marginalmente alla vita della confraternita.
- Il **Primicerio**, che doveva essere siciliano o comunque suddito di Sua Maestà Cattolica (il Re di Spagna, che governava la Sicilia), aveva l’incarico di controllare tutte le attività.
- Quattro **Guardiani** (due nobili e due artigiani) e un **Camerlengo** completavano la governance.
- L’**Hospitaliere** e il **Visitatore** si occupavano specificamente degli infermi nell’annesso ospedale.
Una nuova stagione per l’associazione si aprì il 31 maggio 1977, quando il Cardinale Vicario Ugo Poletti approvò il nuovo statuto, adeguando la secolare istituzione ai tempi moderni.

Come Visitare e Vivere il Santuario
Visitare il Santuario di Santa Maria Odigitria al Tritone è un’esperienza che unisce pellegrinaggio, arte e storia. Situato in una delle zone più vive di Roma, permette di coniugare la preghiera davanti all’antica icona con l’esplorazione dei monumenti circostanti.
Per il visitatore attento, il santuario offre la possibilità di:
- Ammirare l’**icona odigitria** donata dal Patriarca di Costantinopoli, simbolo di unità tra Oriente e Occidente cristiano.
- Respirare la storia della **comunità siciliana a Roma**, custode di tradizioni secolari.
- Ripercorrere le tracce degli **ex voto** perduti e riflettere sulla fede popolare che ha superato saccheggi e distruzioni.
- Partecipare alle celebrazioni in onore della Madonna, specialmente durante le **feste mariane** e nei **venerdì di marzo**, giorni carichi di indulgenze.
Questo angolo di Sicilia nel centro di Roma rimane un luogo di accoglienza e di memoria, dove la devozione per la Vergine Odigitria, “Colei che indica la Via”, continua a guidare i passi di pellegrini e visitatori.





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