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Beata Agnese da Sarsina (in Santa Maria Assunta)

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La Beata Agnese da Sarsina: Storia, Leggenda e Devozione nelle Terme di Bagno

Nascosto tra le verdi colline della Romagna, il culto della Beata Agnese da Sarsina rappresenta un affascinante intreccio tra storia, leggenda e devozione popolare, profondamente legato alle acque benefiche di Bagno di Romagna. Protettrice delle terme, la sua figura evoca un passato ricco di spiritualità e tradizioni miracolose.

Storia e Origini del Culto

La vicenda terrena della beata Agnese si colloca, secondo la tradizione, nel XII secolo. Le fonti storiche, tra cui l’Historia Camaldulensis (1579) e gli Annales Camaldulenses (1785), concordano sulla scarsità di dati certi, definendo la sua figura come “fortemente evanescente”. La sua storia è speculare e spesso contaminata con quella di un’altra figura locale: la beata Giovanna.

Un momento cruciale si verificò alla fine del XV secolo, quando l’abate camaldolese Benedetto Tenaci tentò di dare concretezza al culto. Egli riuscì a ritrovare il corpo della beata, ritenuto originariamente nella chiesa del castello di Pereto, con l’intenzione di trasportarlo nell’abbazia di Bagno, dove esisteva già un altare a lei dedicato, oggetto di grande devozione popolare. Gli studiosi moderni vedono in questa operazione uno sdoppiamento della figura di Sant’Agnese di Roma, una delle martiri più venerate del Medioevo, che a Bagno assunse i tratti di una locale eremita.

La Comunità di Bagno acquisì ufficialmente la beata Agnese al proprio patrimonio collettivo nel 1518, come dimostrano documenti in cui si stabilisce che la festa della protettrice delle terme fosse pagata con fondi pubblici. Le terme, infatti, erano (e sono) una risorsa pubblica fondamentale, e la loro celeste protettrice meritava un riconoscimento ufficiale.

La Leggenda della Scoperta delle Terme e i Miracoli

Il legame indissolubile tra Agnese e le acque termali di Bagno è il cuore della sua leggenda. Secondo la tradizione più diffusa, furono proprio lei e un fedele cagnolino a scoprire le sorgenti curative. In un’altra variante, l’aiutante fu un agnello. Questa immagine potrebbe essere una trasposizione cristiana di antichi culti pagani legati a una ninfa delle acque, già invocata in epoca romana dal poeta Marziale.

Il prodigio più celebre associato alla beata avviene nel giorno della sua festa, il 21 gennaio. Si crede, infatti, che in quella data le acque dei bagni “risplendano con prodigiosa luce e crescano visibilmente oltre la consueta misura”. Questo fenomeno straordinario, riportato dallo Spicilegium Benedictinum, consolidò la sua fama di mediatrice di guarigioni per tutti gli infermi che si immergevano nelle vasche.

Arte e Devozione: Il Polittico di Neri di Bicci

La devozione per la beata Agnese trovò una sublime espressione artistica nel 1468, quando l’abate Benedetto Tenaci commissionò al celebre pittore fiorentino Neri di Bicci una grande tavola. L’opera, intitolata “Assunzione della Vergine e i Santi Tommaso, Benedetto, Giovanni Battista, Pietro, Paolo, Agnese e Romualdo”, misura 270×230 cm e un tempo era collocata all’interno della chiesa.

Questa pala d’altare è testimonianza tangibile di come il culto di Agnese fosse ormai integrato nel pantheon sacro locale, affiancandosi a figure apostoliche e a San Romualdo, fondatore dei Camaldolesi. Purtroppo, come molti ex voto (tavolette dipinte e oggetti di oreficeria) a lei dedicati, anche questa importante opera è oggi scomparsa.

Come Visitare e Tradizioni Viventi

Il centro del culto è Bagno di Romagna, rinomata località termale le cui acque sgorgano a 43-45°C. Lo stabilimento termale è a lei dedicato, a perenne memoria della sua leggendaria scoperta.

  • **Festa Liturgica**: La festa della beata Agnese si celebra il **21 gennaio**. Per secoli, tale ricorrenza è stata decretata e sostenuta con fondi pubblici dai municipi di Bagno e Pereto.
  • **Luoghi del Pellegrinaggio**: Oltre alle terme, un luogo carico di suggestione è il **”Sasso di Sant’Agnese”**, un anfratto roccioso sul monte della Crocina, a sud di Bagno. La tradizione vuole che la santa vi abbia trovato rifugio durante i suoi vagabondaggi. Le sue spoglie, secondo la credenza, riposerebbero ancora sotto l’altare maggiore della chiesa di **Pereto**, nella diocesi di Pennabilli-Montefeltro.
  • **Un’Avventura nella Storia**: Per gli appassionati di esplorazione, un itinerario affascinante può unire la visita alle moderne terme, la ricerca del suggestivo “Sasso” sul monte e un viaggio verso Pereto, alla scoperta della chiesa che custodisce la sua memoria sepolcrale.

Curiosità e Leggende Popolari

La figura della beata Agnese è un meraviglioso esempio di come devozione, storia e territorio si fondano. La sua iconografia è identica a quella di Sant’Agnese di Roma, ma la sua storia si è radicata profondamente nella vita della comunità, diventando parte della sua identità e della sua economia, legata alle cure termali.

Ancora nel 1740, il medico Domenico Vaccai riportava la tradizione che la voleva figlia di un nobile di Sarsina. Una variante della leggenda, inoltre, si conserva in un prezioso manoscritto custodito nell’archivio parrocchiale di Monte Sorbo (Ciola di Mercato Saraceno), a testimonianza di come il suo culto si sia diffuso in tutta la vallata del Savio.

Il viaggio alla scoperta della Beata Agnese da Sarsina è più di una visita a un santuario: è un’immersione in una tradizione viva, dove l’acqua che cura è ancora oggi illuminata, nella fede popolare, dal ricordo di una donna devota e dal suo fedele animale, simboli di una fede che ha plasmato il paesaggio e il cuore della Romagna.



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