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Memoria Apostolorum in catacumbas

Il primo centro di culto si localizza, data la presenza di numerosi graffiti invocanti i nomi di Pietro e Paolo, nel cortile porticato localizzato sotto la navata centrale della basilica, caratterizzato dalla presenza, lungo i muri perimetrali, di banconi in muratura e di un pozzo al centro. La creazione della memoria è stata fissata alla metà circa del III secolo (cioè è stata giustamente messa in relazione con l’istituzione della festa, nel 258) e la sua distruzione avvenne, come già detto, con la costruzione della basilica, agli inizi del secolo successivo. La basilica, alla quale venne presumibilmente trasferita, al momento della fondazione, la dignità del santuario apostolico, prima altrove localizzato, era del tipo a deambulatorio o circiforme, a tre navate; ridotta ad una sola navata in età medievale, conserva attualmente l’aspetto che ad essa venne dato in seguito ai lavori borghesiano degli inizi del XVII secolo.Descrizione: Sono contrastanti i pareri degli studiosi relativamente all’oggetto che avrebbe sostanziato il culto di Pietro e Paolo ad catacumbas; secondo alcuni, infatti, al centro del culto sarebbero state solo piccole parti del corpo portate dai sepolcri del Vaticano e della via Ostiense o, altrimenti, reliquiae ex contactu; secondo altri, invece, alla base di un sì forte culto nel complesso dell’Appia sarebbe da porre la presenza delle stesse spoglie dei due principi degli apostoli, qui traslate per un breve tempo. Entrata in uso: nell’anno 258 Tipo: Oggetto del culto non classificabile come immagine o reliquia Luogo: Altro
Raccolta di ex voto: Dato non disponibile

Si preferisce, data la complessità del problema relativo al santuario in esame e alle sue fasi, non dare ulteriori indicazioni cronologiche, che sarebbero, inevitabilmente, non adeguate a rendere la realtà storica correlata al culto di Pietro e Paolo nel complesso della via Appia. L’unico termine cronologico aderente ad un preciso fatto storico connesso con la vita istituzionale del santuario è solo quello del 258, anno che nella Depositio Martyrum e nel Martirologio Geronimiano viene associato alla festività dei due martiri nell’Appia; parte della critica moderna ritiene che tale data si riferisca all’introduzione del culto di Pietro e Paolo nel complesso ad catacumbas. Non è possibile precisare i termini dell’abbandono del santuario: è da notare, infatti, che diversi furono i luoghi, nello stesso complesso ad catacumbas, nei quali si riconosceva la memoria di Pietro e Paolo nei diversi momenti storici: ora nella triclia, le cui strutture vennero distrutte con l’edificazione della basilica, nella prima metà del IV secolo, ora nel mausoleo noto con il nome di Platonia -a partire almeno dal XIV secolo-, ora nell’altare posto al centro della basilica, fino agli inizi del XVII secolo. La presenza dei due Apostoli nel complesso ad catacumbas è ribadita nell’iscrizione posta da papa Damaso (366-384) presso il luogo nel quale allora si riconosceva la loro memoria. La lastra non si è conservata nella versione originale, ma il testo è noto dalle trascrizioni altomedievali tramandate dalle sillogi epigrafiche. Una lastra ora conservata nella Platonia, ma posta nel XVI secolo presso l’altare al centro della chiesa, reca incisi, con caratteri del XIII secolo, i primi versi del carme damasiano. Si veda la rubrica in Krautheimer, Corpus Basilicarum Christianarum Romae, IV, contenente i dati sul complesso monumentale, cronologicamente disposti. Un catalogo di indulgense si trova in un documento del 1521, pubblicato dal Grisar. Si rimanda alla scheda relativa a San Sebastiano; è presumibile che tutti i santuari dello stesso complesso cultuale siano stati soggetti alle stesse vicende relativamente alla cura spirituale.

Piazzale dei Santi Pietro e Paolo, 8, 00144 Roma, Italy
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