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Sant`Urbano papa

Non vi sono elementi per una identificazione del santuario di Urbano nella catacomba di Pretestato e sulla definizione della tipologia: fin dai primi scavi nel complesso cimiteriale di Pretestato, de Rossi ritenne di riconoscere il luogo, descritto nel racconto come un ingens antrum quadratum et firmissimae fabricae, in un cubicolo di pianta quadrata con rivestimento marmoreo sulle pareti (marmoreis tabulis ex omni parte conglutinans contexit parietem, si legge infatti nella passio: Act. Sanct., Maii VI, 14), scavato sul lato settentrionale della grande galleria del complesso ipogeo denominata spelunca magna; la tesi dello studioso che, tuttavia, alcuni anni dopo (G.B. de Rossi, ‘Le cripte storiche del cimitero di Pretestato’, BACs.II, 3 (1872), 79), aveva preferito ipotizzare che la cripta di Urbano fosse ancora tutta involta nelle sue rovine nella parte ancora da scavare della catacomba, è stata di recente ripresa da Tolotti (F.Tolotti, ‘Ricerca dei luoghi venerati nella spelunca magna di Pretestato’, RACr 53 (1977), 56s.), che ripropone l’individuazione dell’antrum nel medesimo cubicolo.Descrizione: tomba/corpo Tipo: Oggetto del culto non classificabile come immagine o reliquia
Raccolta di ex voto: Dato non disponibile

Le attestazioni sul santuario sono comprese tra il pontificato di Gregorio Magno, periodo entro il quale il prete Giovanni preleva gli olea dalla tomba del papa, con quelli degli altri martiri venerati a Pretestato (Valentini-Zucchetti, II, p. 44), e le ultime notizie di una frequentazione, contenute nell’itinerario di Einsiedeln (Ibidem, pp. 169). Non risultano notizie su una eventuale traslazione di reliquie nell’altomedioevo, benchè la passio del papa sembri suggerire una precoce traslazione, che giustifichi almeno la fondazione di un luogo di culto distinto dalla tomba nella catacomba di Pretestato: nel racconto, databile al V-VII secolo (A. Amore, Bibl. Sanct. XII, 837), il sepolcro del papa e quello dei diaconi e dei presbiteri che con lui avevano condiviso il martirio è ricordato nell’area della domus di una matrona Marmenia, personaggio ritenuto nello scritto agiografico la matrona moglie del crudelis vir Carpasio, carnefice dei cristiani, la quale, convertita alla fede, aveva rivendicato una degna sepoltura per il pontefice (Act. Sanct., Maii VI, 10-15). Nel testo agiografico è chiaramente descritta, dopo il martirio, la sepoltura di Urbano cum suis sociis, in coemeterio Praetextati, via Appia (Act. Sanct., Maii VI, 13) e, quindi, la traslazione delle spoglie in domum Marmeniae (ibid., 14). Durante il pontificato di Gregorio Magno il prete Giovanni preleva dal sepolcro di Urbano gli olea sancta (Valentini – Zucchetti, II, p. 44).

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