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  • Chiesa della Madonna della Portella

    Santuario della Madonna della Portella: Un Rifugio di Fede tra le Montagne d’Abruzzo

    Incastonato nel cuore del Piano delle Cinquemiglia, in una posizione dominante e suggestiva, il Santuario della Madonna della Portella è un luogo di pace e devozione che da secoli accoglie pellegrini e viaggiatori. La sua storia è intrecciata con leggende miracolose, antiche tradizioni e la silenziosa dedizione di eremiti, offrendo un’esperienza spirituale unica nel panorama dei santuari abruzzesi.

    Storia e Leggenda di Fondazione

    La storia del santuario affonda le sue radici in una leggenda devozionale tanto semplice quanto potente. Si narra che, intorno al XVI secolo, un pastore di ritorno dalla transumanza nelle Puglie portasse con sé una preziosa immagine della Madonna di Costantinopoli. Questo tipo di icona, con l’attributo di Hodighitria (Colei che indica la via), era particolarmente cara ai viaggiatori.

    Giunto in prossimità del valico della Portella, l’immagine divenne improvvisamente così pesante da non poter essere più spostata. Il pastore interpretò questo segno soprannaturale come la volontà della Vergine di fermarsi proprio in quel luogo. Fu così che, per volontà divina e grazie alle elemosine dei fedeli, iniziò la costruzione del primo luogo di culto, consacrato nel 1589. Una data importante, che segnò anche l’ampliamento della chiesa e la nomina del primo procuratore, il cui nome è ancora inciso sulla pietra del portone.

    Il Miracolo e l’Immagine Sacra

    Il santuario è custode di un bassorilievo in pietra di straordinaria bellezza e significato teologico. L’opera, di stile cinquecentesco, raffigura la Madonna che stringe a sé il Bambino Gesù. Il particolare più commovente è il gesto del piccolo Gesù, che mostra alla Madre un uccellino che tiene nella mano sinistra.

    Nella tradizione iconografica toscana, questo volatile simboleggia la natura divina di Cristo e il suo destino di Passione. Alcuni studiosi vedono nella coda dell’uccello una rondine, simbolo di Resurrezione e Pasqua, aggiungendo un ulteriore strato di speranza al messaggio dell’opera. La devozione per questa immagine è stata confermata da un evento miracoloso avvenuto il 6 maggio 1875, giorno dell’Ascensione: nonostante il crollo del tetto della chiesa, sia la sacra effigie che le donne che erano all’interno a pregare rimasero miracolosamente illese.

    Architettura e Vita Eremitica

    La chiesa, costruita e ampliata grazie alla generosità dei fedeli, divenne nel tempo un Luogo Pio Laicale con un patrimonio considerevole, gestito da procuratori sotto il controllo vescovile. Ma la vera anima del santuario è stata la sequela di eremiti che per secoli ne hanno avuto cura, vivendo in preghiera e solitudine.

    Dalle visite pastorali e dagli studi storici emergono i nomi di questi custodi della fede:

    • **Giuseppe Tonti** di Rionero (1694)
    • **Fra’ Girolamo Gamberale**, sepolto alla Portella nel 1712
    • **Costantino Roselli**, anch’egli sepolto sul luogo nel 1793
    • **Fra’ Eustachio** di Tocco da Casauria (1879)
    • **Fra’ Nicola (Teodoro Di Biase)**, l’ultimo eremita, morto nel 1968

    La loro presenza ha garantito la continuità del culto in un luogo che, come annotò il vescovo Francesco Cavalieri nel 1622, era di estrema difficoltà da raggiungere, specialmente per chi doveva arrivare a Scanno.

    Veduta esterna del Santuario della Madonna della PortellaInterno del Santuario della Madonna della Portella

    Tradizioni e Pellegrinaggio

    Il santuario è ancora oggi un vivace centro di devozione popolare. Una tradizione particolarmente sentita è il “passalacqua” che si svolge sul Piano della Portella ogni lunedì di Pasqua. Questa usanza, che alcuni studiosi fanno risalire a reminescenze di culti pagani legati all’acqua e al risveglio della primavera, è stata cristianizzata e rappresenta un momento di forte aggregazione comunitaria e di rinnovamento spirituale.

    Il pellegrinaggio a questo santuario offre non solo un’esperienza di fede, ma anche la possibilità di immergersi nella natura incontaminata dell’Appennino abruzzese, seguendo idealmente le orme dei pastori transumanti e degli antichi eremiti.

    Particolare architettonico del SantuarioAltro particolare del Santuario della Madonna della Portella

    Come Visitare il Santuario

    Oggi il santuario è affidato alle cure dei parroci di Rivisondoli. Visitare la Madonna della Portella significa compiere un viaggio nel tempo e nello spirito, in un luogo dove la storia, l’arte sacra e una fede semplice e genuina si fondono con il paesaggio maestoso delle montagne d’Abruzzo. È una meta perfetta per chi cerca un pellegrinaggio autentico, lontano dalle rotte più battute, ma ricco di spiritualità e bellezza.


    Fonti storiche: Marcello Romito, “Il Santuario Romitorio di Santa Maria della Portella nel Piano delle Cinquemiglia”, Arti Grafiche Garibaldi, Pescara 1990.


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