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Santa Maria della Scala

L’interno della chiesa è a croce latina, ha una sola navata coperta da volta lunettata e possiede tre cappelle per lato e una cupola. Il coro è ampio e profondo come, di norma, nelle chiese conventuali. La facciata è preceduta da una scalinata ed è munita di cancello. L’interno della chiesa fu restaurato nel 1851.Descrizione: L’affresco della Madonna della Scala, (dim. m 1 x 0,50)probabilmente quattrocentesco, è oggi conservato sopra l’altare della quarta cappella di sinistra della chiesa. L’immagine rappresenta la Vergine seduta in trono con il Bambino. E’ a mezza figura con abito rosso e manto azzurro. Entrata in uso: nell’anno 1592 Immagine: Dipinto


Nella scala esterna di una piccola casa appartenuta a tal Antonio Stinco di Ancona che l’aveva lasciata in eredità alla Casa Pia fondata nel 1563 da Pio IV per le donne convertite dalla malavita, vi era un’edicola con un’immagine della Beata Vergine con il Bambino molto venerata per i miracoli che compiva e che era detta della Scala per la sua collocazione. Secondo la tradizione, nel 1592, mentre una levatrice di nome Cornelia pregava davanti all’immagine per la figlioletta nata muta, questa acquistò la parola. Con la notizia si diffuse rapidamente e accrebbe notevolmente anche la devozione verso l’immagine della Madonna, al punto che fu decisa la costruzione di una chiesa nel luogo del miracolo. L’edificazione avvenne con il contributo di papa Clemente VII, del cardinale Tolomeo Gallio, protettore della Casa Pia e il concorso popolare. L’immagine dalla Madonna miracolosa fu tolta dal muro della scala e collocata nel nuovo edificio, cominciato su disegno di Francesco Capriani da Volterra e condotto a termine in seguito, secondo alcuni da Ottavio Mascherino, considerato anche autore della facciata. Accanto alla chiesa, sulla destra, si trova il convento, la cui costruzione fu iniziata nel 1597 dal venerabile Pietro della Madre di Dio, allora a capo del primo nucleo di Carmelitani Scalzi di Roma. Il convento era dotato di una ricca biblioteca in buona parte incamerata nel 1875 dallo stato insieme ad un’altra sessantina di biblioteche conventuali per formare la Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele II. In seguito all’espropriazione da parte del Ministero degli interni il convento fu abbandonato dai padri dal 1875 fino al 1911 quando poterono riprendere possesso di parte del convento. Clemente VIII affidò la chiesa ai Carmelitani Scalzi con una Bolla del 20 marzo 1597, con la quale li costituì in congregazione indipendente da quella spagnola. L’ordine prese possesso della chiesa il 1° aprile dello stesso anno, ma dovette sottostare fino al 1608 a gravose condizioni nei confronti della Casa Pia che aveva ceduto l’edificio che era ancora in fase di costruzione. Le tre famiglie dei Primi, dei Santacroce e, infine, dei Piccolomini ebbero il patronato sulla cappella dove è conservata l’immagine miracolosa della Madonna della Scala.

Trastevere, Rome, Italy
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